Il 9 giugno compirà 57 anni e spera di poter festeggiare, due giorni dopo, a Wembley, dove è in programma la finale degli Europei di calcio che partiranno l’11 giugno con la gara inaugurale tra Italia e Turchia allo stadio Olimpico di Roma. A quattro anni dalla scoperta del tumore al pancreas, Gianluca Vialli è ripartito dalla Nazionale del suo amico Roberto Mancini che l’ha voluto nel suo team come capo delegazione. Dopo i primi due cicli di chemio, durati 17 mesi e conclusi nel dicembre del 2019, prosegue la “convivenza” con il cancro da parte dell’ex attaccante di Juventus e Sampdoria che nei suoi 19 anni di carriera ha disputato 737 partite segnando 286 reti.

Vialli lo ha definito un “compagno di viaggio indesiderato“, “un avversario molto più forte di me”. “Devo andare avanti a testa bassa senza mollare mai, sperando che un giorno si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora. Per tanti anni perché ci sono ancora tante cose che voglio fare”. Nella prima puntata di “Sogno Azzurro“, la docu-fiction di quattro puntate in onda dal 7  al 10 giugno su Rai Uno per svelare i segreti della Nazionale alla vigilia dell’esordio agli Europei contro la Turchia, Vialli ripercorre gli ultimi, difficili, anni della sua vita: “So che, per quello che mi è successo, ci sono tante persone che mi guardano e se sto bene io possono pensare di star bene anche loro. Forse perché sono stato un giocatore e un uomo allo stesso tempo forte, ma anche fragile e vulnerabile, quindi credo che qualcuno possa essersi riconosciuto in questo”.

La scoperta della malattia e la dedica alle figlie: “Voglio portarle all’altare”

Nei mesi successivi alla scoperta del tumore, Vialli, ospite a “Che Tempo che fa” da Fabio Fazio, parlò degli obiettivi iniziali che si era prefissato: “È successo in maniera improvvisa e l’ho affrontata come quando facevo il calciatore. Mi sono dato subito degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie due figlie all’altare quando si sposeranno. E poi degli obiettivi a breve scadenza: l’operazione la degenza, la chemio, la radio, andare di nuovo in vacanza in Sardegna con un fisico da far vedere”.

Il maglione sotto la camicia

In una lunga intervista rilasciata a novembre 2018 ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, Vialli parlò del suo cambiamento fisico: “Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano”.

“Dalle sopracciglia a matita alla ricrescita”

In una intervista rilasciata ad aprile 2020 a Repubblica,  dopo aver ultimato i cicli di chemio e radio, Vialli era tornato a parlare di normalità: “Normalità significa vedersi di nuovo bene allo specchio e osservare i peli che ricrescono. Non devo più disegnarmi le sopracciglia a matita. Può sembrare strano, ma in questo momento mi sento più fortunato rispetto a tanti altri”, l’appello dell’ex giocatore durante l’emergenza coronavirus. “Vorrei che la famosa frase ‘Quello che conta è la salute’ diventasse davvero centrale. Vorrei che non accettassimo più nessun taglio alla sanità pubblica, che non crollassero più i ponti e che la sicurezza delle persone diventasse prioritaria. Vorrei che ci ribellassimo a queste città piene di smog che uccide”.

“Oggi sto bene”

“Non saprai mai se è finita con il cancro – ha spiegato Vialli ospite in studio da Fazio il 31 maggio scorso – fino a quando non saranno trascorsi alcuni anni senza problemi. Ma al momento sto bene e spero continui a essere così finché morirò di vecchiaia”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.