Dall’inizio della pandemia di teorie del complotto sui social se ne sono viste tante. Con i vaccini la fantasia si è diffusa ancora di più. L’ultima che letteralmente impazza sui social e addirittura arriva nei centri vaccinali sotto forma di domanda al personale sanitario riguarda la possibilità che il vaccino possa rendere magnetici o che addirittura con il vaccino sia impiantato un microchip all’interno del corpo.

Tutto parte da dei video che circolano: persone che dopo aver fatto il vaccino, in particolare Pfizer o Moderna, appoggiano un magnete o una monetina sul punto dell’inoculazione. L’oggetto rimane attaccato alla pelle. E questo ha spinto in tanti a credere che si tratti di un effetto del vaccino: nel siero ci sarebbe un fantomatico microchip la cui presenza sarebbe attestata dal magnete oppure il siero stesso renderebbe magnetici. Una teoria che risulta completamente falsa.

Per spiegare perché si tratta di una vera e propria bufala, partiamo dagli ingredienti del vaccino Pfizer o Moderna descritti nel bugiardino ufficiale del vaccino. Gli eccipienti sono: 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine, colesterolo, Potassio cloruro, Potassio diidrogeno fosfato, Sodio cloruro, Fosfato disodico diidrato, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili. Non ci sono dunque sostanze ferrose che potrebbero stimolare la reazione del magnete o altri fenomeni magnetici.

Qualcuno potrà obiettare che dunque si tratti del microchip. Ma in realtà non esistono microchip talmente piccoli da passare attraverso la punta dell’ago della piccola siringa con cui viene iniettato il vaccino. I magneti non si attaccherebbero nemmeno al silicio contenuto nei comuni microchip.

Nemmeno dall’ esperienza della massiva campagna vaccinale ci possono essere conferme di presenza di materiali ferrosi all’interno del vaccino: ad oggi non si riscontrano, tramite i servizi di farmacovigilanza nazionali, reazioni allergiche da parte di persone che non tollerano i metalli come ferro, nichel e cobalto.

A far aumentare la convinzione che si tratti di una vera e propria bufala la “prova dei 50 centesimi”. Nei video e nelle foto che circolano in tanti usano una moneta da 50 centesimi che si attacca al braccio. Peccato che non posseggono affatto proprietà magnetiche essendo fatti con Oro nordico, una lega metallica composta da rame (89%), zinco (5%), alluminio (5%) e stagno (1%). Nessuno cii dice che dietro quella moneta non ci sia un pezzetto di scotch biadesivo.

In effetti con i piccoli oggetti utilizzati per fare la “prova” basta l’attrito con la pelle, magari con l’aiuto di un po’ di impercettibile sudore, e il gioco è fatto. Ma una spiegazione ancora più convincente è data dall’esperienza: dopo l’inoculazione, l’infermiera disinfetta il punto dell’iniezione con un batuffolo di ovatta che poi blocca con del cerotto. Una volta rimosso sulla pelle restano i resti della colla che fanno attaccare ancora meglio gli oggetti. E così è risolto il mistero del magnetismo e del microchip.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.