L'editoriale
La nuova pedina del partito Russo si muove nel PD
Nel suo recente articolo sul Corriere della Sera, Goffredo Bettini mette in evidenza la profonda ambiguità che caratterizza la posizione reale di una parte del Pd sulla decisiva questione dell’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina, fondata su una guerra autentica e non certo su una “operazione militare speciale”; definizione derivante dall’obiettivo di negare il carattere di nazione autonoma all’Ucraina.
Bettini fa finta di ignorare una serie di dati fondamentali. In primo luogo, finora la Russia ha negato ogni disponibilità a una trattativa reale che coinvolga davvero l’Ucraina, e ancor di più a ogni confronto diplomatico che riguardi l’Europa. La Russia è disponibile a trattare la questione solo con Trump. Siccome tutti, Bettini in testa, conoscono l’ambiguità, l’aleatorietà, la contraddittorietà della posizione di Trump sull’argomento, ecco che, di rimbalzo, emerge l’ambiguità della posizione di Bettini. Infatti finora Putin ha combinato insieme questa sua indisponibilità a una trattativa reale con l’Ucraina e con l’Europa con un secondo elemento fondamentale: l’ostilità non occasionale ma sistemica nei confronti dell’Unione europea. Non solo Putin non vuole contrattare con la Ue, ma nutre nei suoi confronti la massima ostilità e punta a dividerla e a disgregarla. E sta organizzando forze di destra, specialmente, e anche forze di sinistra per destabilizzare i sistemi politici delle singole nazioni europee insieme a forme molteplici di guerra ibrida.
Quando Bettini depreca l’ampliamento della Nato fa finta di non capire e di non sapere che esso è stato determinato proprio dal timore di molte nazioni dell’Europa del Nord di essere investite dall’aggressività russa. Bettini dovrebbe conoscere bene il profondo neutralismo di nazioni come la Finlandia e la Svezia, un pieno neutralismo che c’è stato quando quella che si chiamava Urss era guidata dal Pcus. E da quando ai loro confini Finlandia e Svezia hanno dovuto fare i conti con la Russia di Putin e hanno avvertito la pericolosa aggressività al punto da aderire alla Nato. Quindi le ragioni di espansione della Nato sono esattamente l’opposto di quelle evocate da Bettini, che mette in evidenza tutta l’ambiguità della sua posizione quando polemizza con l’Europa dei “Volenterosi” della quale, sia pure con una certa timidezza, ha fatto e fa parte l’Italia guidata dal governo di Giorgia Meloni, con il consenso anche del Pd di Enrico Letta, Gentiloni e Guerini e finora della stessa Schlein.
L’Unione europea dei “Volenterosi” finora ha svolto un ruolo fondamentale. Vista l’ambiguità della posizione di Trump, la Ue sta dando un decisivo sostegno militare, finanziario e politico all’Ucraina. In caso diverso ci si sarebbe trovati nella situazione non a caso sostenuta da putinisti espliciti come Vannacci e anche come Conte, i quali sostengono il blocco dell’invio delle armi all’Ucraina certo non per favorire la pace ma per provocare la resa di questa nazione, che invece sta svolgendo un ruolo decisivo non solo per sé stessa ma anche a difesa di tutta l’Europa e dei valori fondamentali dell’Occidente. Di conseguenza, posizioni come quella di Bettini nel Pd, con la sua polemica nei confronti dell’Europa dei “Volenterosi”, mettono in evidenza che, oltre a Vannacci da un lato e a Conte dal lato opposto, un’altra pedina è in movimento da parte del “partito russo”, ed essa si sta muovendo nel cuore del Pd con effetti allo stato imprevedibili.
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