Mai così tanti contagiati come nell’ultimo giorno. A dichiararlo è Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono stati 150mila i nuovi casi, come dichiarato nel consueto punto stampa quotidiano a Ginevra. “La pandemia di coronavirus sta accelerando, ieri sono stati riportati 150.000 nuovi casi, il numero più alto in un giorno finora. Il mondo è in una nuova e pericolosa fase. Molte persone sono comprensibilmente stufe di stare in casa. I Paesi sono comprensibilmente ansiosi di riaprire le loro società e le loro economie. Ma il virus si sta ancora diffondendo, è ancora mortale e la maggior parte delle persone sono suscettibili”. A livello globale sono oltre 8 milioni e mezzo i positivi, oltre 454mila i decessi, secondo la Johns Hopkins University.

Ancora fondamentale dunque continuare a osservare le misure di prevenzione e di precauzione del contagio. Che continua ad avanzare, soprattutto in alcune aree del mondo. Preoccupante la situazione in Sudamerica, dove da un paio di settimane sembra essersi spostato il focolaio del virus. Il Brasile è il Paese più colpito: il gigante latinoamericano ha superato il milione di casi. Per Medici Senza Frontiere la situazione è fuori controllo. Delicata la situazione nelle favelas e in Amazzonia. Nelle ultime 24 ore impennata di casi anche in Argentina, che ha fatto registrare duemila contagiati, mai così tanti. In tutto sono 37.510.

Nelle ultime settimane impennata di casi anche in Russia (568.292 positivi e 7.831 decessi, anche se diversi media fanno notare la sproporzione tra i due dati) e in India (380.532 positivi e 12.573 morti). In Europa è il Regno Unito a far registrare i numeri più alti con oltre 303mila positivi e 42.546 decessi. Preoccupano i focolai esplosi in Germania in alcuni mattatoi. Nell’ultima settimana un altro focolaio era esploso a Pechino: un centinaio di contagiati, come mai si era registrato nella capitale cinese. Il Paese più colpito dalla pandemia restano gli Stati Uniti con oltre milioni di positivi e 118mila morti.