Lo sciopero dei magistrati forse si farà. Forse no. Ieri l’Anm, cioè il partito dei Pm, ha convocato una conferenza stampa per annunciare lo sciopero poi in conferenza stampa ha detto che non si è deciso ancora niente. La verità è che anche l’Anm sa che se lo sciopero verrà proclamato saranno pochini i magistrati che aderiranno. E perché mai dovrebbero aderire ad uno sciopero che forse è anche illegale e comunque è del tutto inutile? Inutile per due ragioni. la prima è che la riformatta Cartabia in ogni caso andrà in porto e sarà approvata, almeno alla Camera, prima dello sciopero. Si tratterebbe di uno sciopero postumo. Sconosciuto nella storia sindacale.

E poi per un’altra ragione: la riforma Cartabia non riforma praticamente nulla e non tocca nessuno dei privilegi dei magistrati. Lascia intatto il loro potere. Non modifica niente nello sciagurato castello fatiscente della nostra giustizia. I magistrati restano intoccabili. Le famose pagelle, per le quali le toghe si lamentano, non ci saranno, o saranno uguali a quelle di prima. Se un Pm si accorge che il suo processo sta andando male, e vuole evitare il giudizio negativo, sa come fare: lo lascia andare in prescrizione (oggi si dice improcedibilità).

E allora perché la protesta? Proprio perché questa riforma piccola piccola piace ai magistrati, e con lo sciopero si vuole certificare l’opposizione a sua maestà. Dire: a noi non piaceva questa riforma, quindi è giusta, quindi ora è fatta e basta riforme. L’obiettivo dello sciopero o del non sciopero è esattamente questo: evitare riforme vere. La vicepresidente del Senato Anna Rossomando ha dichiarato che ora finalmente si avvia l’autoriforma della magistratura. Autoriforma? E che sarebbe? Sarebbe il nulla. Una volta era Breznev che parlava di autoriforme del socialismo. Ecco: con la magistratura siamo a quel punto lì.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.