Sono passati 7 anni da quando Alessandro Sabatino, 40 anni e Luigi Cerreto, 23 anni, entrambi casertani, scomparvero nel nulla a Siracusa. Era il 12 maggio 2014 e da allora non sono mai più stati trovati, né vivi né morti. I due si erano trasferiti in Sicilia dove avevano trovato lavoro come badanti a casa di un anziano. Ma le famiglie dei non si danno pace e hanno fatto continuare le ricerche. Il 17 febbraio 2021 l’agghiacciante ritrovamento dei corpi di due uomini compatibili con quelli di Alessandro e Luigi. Erano avvolti in un lenzuolo e rinchiusi in un sacco di plastica in un pozzo all’interno della villa stessa.

Gli investigatori hanno scavato ancora nella villetta abbandonata vicina a quella dove lavoravano e scandagliato i pozzi artesiani dei dintorni. L’ultima ipotesi era infatti quella che Alessandro e Luigi sarebbero stati uccisi e i loro corpi gettati in un pozzo. L’inchiesta è stata avocata a ottobre 2020 dalla Procura Generale di Catania, dopo la seconda opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal legale dei familiari, avvocato Daniele Scrofani. I familiari di Alessandro e Luigi avevano lanciato a “Chi l’ha visto?” appelli per far ripartire le indagini e controllare gli edifici abbandonati adiacenti alla villa dove erano stati visti l’ultima volta.

Nel registro degli indagati per il duplice omicidio c’è il loro datore di lavoro, Giampiero Riccioli, figlio dell’anziano che Alessandro e Luigi assistevano. Secondo le ipotesi investigative ci sarebbero stati forti dissapori tra i due badanti e il loro datore di lavoro. I due casertani avrebbero discusso più volte animatamente con Riccioli perché avrebbero notato vari maltrattamenti a danno dell’anziano che sarebbe stato lasciato senza farmaci pur avendo una cospicua pensione che gestiva il figlio. Riccioli, presente nella villa durante gli scavi era apparso sereno. Ma quando gli investigatori hanno rintracciato qualcosa con l’utilizzo del georadar Riccioli è fuggito e si è rifugiato nella sua villa al mare nella zona di Pachino. Rintracciato, è stato poi fermato dalla polizia. Si trova in stato di fermo con le accuse di duplice omicidio e occultamento di cadavere.

Negli anni delle indagini non è emerso nulla di nuovo tanto che si era giunti alla richiesta di archiviazione. Ma i legali delle famiglie Sabatino e Cerreto, avevano presentato opposizione, ritenendo che il quadro indiziario a carico dell’unico indagato, sia da supportare con delle indagini ancora più approfondite per ricercare i due uomini, o pensando pure al peggio, affinché vengano ritrovati i loro corpi.

A spingere verso la riapertura delle indagini sono stati i numerosi pozzi, non tutti scandagliati e raggiungibili con un’autovettura che si troverebbero nelle vicinanze dell’abitazione dell’anziano presso cui prestavano servizio. Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione erano sottolineate anche diverse incongruenze emerse nelle varie occasioni in cui l’indagato è stato sentito e le testimonianze di alcune persone che riferirono di una violenta colluttazione che avrebbe avuto per protagonista l’indagato, un’altra persona e Alessandro Sabatino e che avrebbe avuto come epilogo la morte di Sabatino e la successiva uccisione di Cerreto, forse scomodo testimone.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.