Un ‘complottone’, una riunione tra maggiorenti del Movimento 5 Stelle, per bloccare l’ascesa di Alessandro Di Battista e favorire così la leadership di Giuseppe Conte. E poi una “rete invisibile” attiva già nel 2018 per decidere le candidature in barba al mantra dell’”uno vale uno” di Beppe Grillo.

Sono le ‘bombe’ sganciate da Enrica Sabatini, socia della piattaforma Rousseau e compagna di Davide Casaleggio, che in una intervista al Corriere della Sera spiega la nascita di ControVento, il movimento nato per raccogliere le istanze perdute del grillismo della prima ora.

Sabatini di fatto anticipa quello che sarà il suo libro dal titolo evocativo, “Lady Rousseau”, in uscita il 22 febbraio per l’editore Piemme. È il caso delle candidature del 2018 alle Politiche, quando per le liste proporzionali “venne creata una rete invisibile di referenti regionali che decisero, attraverso un potere discrezionale e illimitato, chi poteva candidarsi e chi no. Venne così creato un sistema di valutazione delle candidature arbitrario, privo di standard oggettivi, viziato da interessi personali, non legittimato dalla comunità e, soprattutto, ignoto a tutti”.

Quindi i movimenti per fermare l’ascesa di Alessandro Di Battista, poi uscito dal Movimento e che oggi è solito ‘cannoneggiare’ la linea politica seguita da Conte e soprattutto Di Maio. Contro ‘Dibba’ ci sarebbe stata nel luglio 2020 una riunione per bloccare il voto sul nuovo capo politico: “Venne esplicitamente dichiarato che il reale motivo per non votare il capo politico era la possibile elezione di Alessandro in quel ruolo. Una decina di persone al secondo mandato e neanche legittimate a prendere decisioni stabilì di violare la carta fondativa del Movimento. Perché fare la cosa giusta non era utile ai loro interessi”.

Sabatini entra anche nelle querelle dello statuto sospeso da una ordinanza del tribunale di Napoli, a seguito del ricorso di alcuni iscritti, che ha messo in un limbo anche la leadership stessa di Conte nel Movimento. Secondo la compagna di Casaleggio lo statuto sospeso aveva come obiettivo quello di allontanare Grillo dal Movimento: “È un fatto incontrovertibile che il nuovo statuto, ora sospeso dal tribunale e bocciato dall’organo di garanzia sui partiti per carenza di democraticità, volesse relegare la figura del garante alla periferia del Movimento. Il garante è lì per ricordare da dove si viene e dove si è promesso di andare. Eppure a qualcuno fa comodo dimenticarlo”.

Avvocato pescarese di 39 anni, già candidata per il Movimento a sindaco della sua città (giunse terza, ndr), ora Sabatini nell’intervista al Corriere si dice disponibile a far votare i grillini sulla piattaforma Rousseau ma “a prezzi di mercato. Quindi l’avvertimento: “Se i contiani credessero davvero nella leadership di Conte gli consiglierebbero di affrontare la situazione e non di fuggire. Evitare il voto dell’organo collegiale per paura che Giuseppe Conte non venga poi scelto come capo politico rende lo stesso Conte un leader debole agli occhi di tutti. E se ottieni la leadership solo perché hai fatto in modo di essere l’unico a concorrere, è ovvio che la tua guida verrà sempre messa in discussione”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia