Per Mario Draghi c’è una nuova gatta da pelare. Il premier deve fare i conti infatti con un nuovo ‘arrembaggio’ da parte di Matteo Salvini, nell’eterna battaglia dei distinguo con l’alleata-nemica Giorgia Meloni. Così la Lega, alla vigilia dell’obbligo di Green pass rafforzato sui luoghi di lavoro per gli over 50, tenta di scardinare il sistema di certificato verde.

Un emendamento al decreto sull’obbligo vaccinale in discussione alla Camera, ispirato dall’ala del Carroccio che fa riferimento in particolare al ‘No Pass’ Claudio Borghi, chiede infatti che il Green pass venga eliminato al 31 marzo, giorno in cui cessa lo stato di emergenza che l’esecutivo non sembra intenzionato a rinnovare, salvo una improvvisa impennata della curva epidemiologica. Emendamento presentato il 12 febbraio e sottoscritto da tutti i componenti leghisti della Commissione Affari Sociali della Camera.

Salvini ha spiegato così la sua posizione e quella del partito: “Penso e spero che con il 31 marzo e la fine dello stato d’emergenza, si superino i divieti, obblighi, restrizioni, Green pass e Super Green pass”, ha spiegato il segretario del Carroccio in radio, ospite di Rtl 102.5.

Certo, con attenzione e cautela – ha precisato Salvini – Così sta facendo il resto del mondo, non capisco perché non si debba fare in Italia dove abbiamo il 90% dei vaccinati o guariti. Non possiamo essere quelli con più restrizioni“.

Un posizionamento che arriva anche per non perdere la ‘battaglia’ a destra con Giorgia Meloni, che dall’opposizione quotidianamente bombarda l’esecutivo sulle restrizioni anti-Covid. La leader di Fratelli d’Italia non perde occasione infatti per ribadire come il certificato verde sia “una misura insensata e fallimentare sotto ogni punto di vista”, con l’obbligo sul lavoro “punitivo e vessatorio, figlio della deriva ideologica di un esecutivo che sta in piedi solo grazie al morboso senso di attaccamento alla poltrona di molti di quelli che lo sostengono”.

Al momento però nel governo la strada che pare si voglia seguire è più ‘morbida’ rispetto a quanto auspicato da Salvini: niente eliminazione di Green pass e restrizioni subito dopo la scadenza dello stato di emergenza, ma una graduale riduzione di divieti e obblighi, partendo dalle restrizioni nei locali pubblici.

È di questo avviso per esempio Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute sull’emergenza Coronavirus, che in una intervista a Repubblica auspica che per tutto il 2022 venga mantenuto l’obbligo vaccinale, così come il Green pass. Questo perché “non dobbiamo pensare che sia tutto finito. Certo, i risultati raggiunti devono soddisfarci, ma il virus continua a circolare e ci vuole ancora attenzione, abbassare le difese rende possibile un ritorno di fiamma dell’epidemia”.

Quanto al certificato verde, è troppo presto per considerare una sua cancellazione. “Va visto cosa succederà ad ottobre per capire se il virus si ripresenterà e con quale veemenza, così è fondamentale avere già attivi gli strumenti che ci permettono di combatterlo nel modo più efficace”, spiega Ricciardi.

Redazione

Autore