Basta con questa magistratura che mette i piedi anche negli affari della politica“, afferma il direttore de Il Riformista Piero Sansonetti in una discussione a due con il direttore del TgCom Paolo Liguori davanti alle telecamere del Riformista Tv, intervenendo sulla sentenza del tribunale di Napoli che sta scuotendo le fondamenta del M5S.

Le attenzioni tornano tutte su Beppe Grillo, che ora diventa “nuovamente plenipotenziario grazie alla squalifica di Giuseppe Conte“, dice Liguori che sottolinea come il fondatore del Movimento sia tornato con “un suo diktat“, per cui nessuno dei pentastellati può esprimersi sul M5S tranne lo stesso Grillo.

Se si prova adesso a chiedere un’intervista o semplicemente un giudizio a qualcuno dei cinque stelle i più affettuosi rispondono di non poter parlare“, afferma Liguori, facendo riferimento al silenzio con i media cui sono costretti i pentastellati. In questo modo, sottolinea il direttore del TgCom, “torna il vecchio leader libertario in veste autoritaria“. “Ma Grillo – replica Sansonetti – si è trovato di fronte a un problema che segnalavo da tempo: hanno certificato che Conte non esiste“. “Ma è la stessa magistratura a dire che Conte non esiste“, ribatte Liguori.

Ponendo in un angolo l’ironia, Sansonetti incalza sul ruolo che la magistratura ha avuto in un caso politico. “La magistratura ha fatto a mio parere una cosa gravissima“, afferma il direttore de Il Riformista che ricorda come in passato sia già intervenuta per stabilire se una certa fondazione politica è effettivamente una fondazione o invece è il partito di Matteo Renzi.

Chi piange, in questo caso, è il Pd che aveva scommesso su un’alleanza con un leader che è stato squalificato“, prende le parola Liguori. “Ma Bettini non si ricorda cos’è la politica?“, domanda Sansonetti. “Questo è un avvocaticchio di quartiere“, afferma Sansonetti, che ricorda come l’Italia per cinque anni sia stata in mano “a questa banda di scapocchiati“. “Era un movimento che aveva come caratteristica precipua l’ignoranza“, sentenzia Liguori. E Sansonetti incalza: “Questo è un partita stalinista, populista e ignorante“.

 

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