“Auspico che, con l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti. Preghiamo per questo. Preghiamo per questo perché è e sarà un problema della post pandemia. E ci vuole tanta solidarietà”. Lo ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus in piazza San Pietro.

“Gesù, attraverso questa situazione, vuole educare i suoi amici di ieri e di oggi alla logica di Dio: la logica del farsi carico dell’altro. Di non lavarsene le mani, di non guardare dall’altra parte. ‘Che si arrangino’ non entra nel vocabolario cristiano”. Ha detto Francesco, dopo il racconto evangelico del prodigio della moltiplicazione dei pani. Dopo aver detto ai discepoli: ‘Voi stessi date loro da mangiare’ (v. 16), “Immaginiamo le facce dei discepoli!” dopo aver detto loro di dare da mangiare ai fedeli, dice il Pontefice. “Gesù sa bene quello che sta per fare, ma vuole cambiare il loro atteggiamento: non dire ‘che si arrangino’, ma ‘che cosa ci offre la Provvidenza da condividere?'”, aggiunge.

“La vera compassione è patire con, prendere su di noi i dolori altrui. Ci farà bene domandarci ‘io ho compassione? Quando vedo notizie di guerre, fame, pandemie, ho compassione? Della gente vicino a me ho compassione? o dico ‘che si arrangino?'”, ha aggiunto Papa Francesco. “Siamo chiamati ad accostarci alla mensa eucaristica con questi stessi atteggiamenti di Gesù: compassione dei bisogni altrui, fiducia nell’amore provvidente del Padre e coraggiosa condivisione”, ha concluso.