Il mondo ha bisogno di profezie e di veri profeti, non di chi si limita a parlare e promette cose che poi sa già che non potrà mantenere. È il monito di Papa Francesco, durante l’omelia della messa nella Basilica Vaticana per la solennità dei santi Pietro e Paolo patroni di Roma, la prima concelebrata con i cardinali dall’inizio del lockdown e alla quale hanno preso parte una novantina di persone. “La profezia – spiega il Pontefice – nasce quando ci si lascia provocare da Dio; non quando si gestisce la propria tranquillità e si tiene tutto sotto controllo. Quando il Vangelo ribalta le  certezze, scaturisce la profezia. Solo chi si apre alle sorprese di Dio diventa profeta. E oggi abbiamo bisogno di profezia, di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile“.

“Non servono manifestazioni miracolose – ha continuato il Pontefice – ma vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. Non teoria, ma testimonianza. Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri; non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; non del consenso del mondo, ma della gioia per il mondo che verrà; non di progetti pastorali efficienti, ma di pastori che offrono la vita: di innamorati di Dio”.

Papa Francesco ha ribadito l’invito, dopo averlo fatto anche nelle fasi più dure dell’emergenza coronavirus, di pregare per i governanti. “San Paolo – ha detto – esortava i cristiani a pregare per tutti e prima di tutto per chi governa. Si sentono tanti aggettivi qualificativi contro i governanti: li giudichi Dio, ma preghiamo per loro, hanno bisogno della preghiera. È un compito che il Signore ci affida. Lo facciamo? Oppure parliamo, insultiamo e basta?”, si chiede il Papa. “Dio si attende che quando preghiamo ci ricordiamo anche di chi non la pensa come noi – ha chiosato Papa Francesco – di chi ci ha chiuso la porta in faccia, di chi fatichiamo a perdonare. Solo la preghiera scioglie le catene, solo la preghiera spiana la via all’unità”.