A giugno la cerimonia
L’Associazione Italiana Giovani Avvocati compie 60 anni: è da sempre un punto di riferimento per la cultura giuridica
Sessant’anni di battaglie e passione, in nome della salvaguardia della funzione sociale e del ruolo costituzionale dell’avvocato. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati celebra quest’anno questo importante traguardo all’insegna di un’intensa e proficua attività di associazionismo forense. La cerimonia per il sessantesimo anniversario si svolgerà in due giornate, il 5 e il 6 giugno 2026, a Roma presso la prestigiosa Sala della Regina di Palazzo Montecitorio e l’Auditorium Antonianum, e vedrà la partecipazione delle più alte cariche istituzionali e degli esponenti delle principali associazioni forensi, con l’intervento dei Past President Nazionali che hanno guidato l’Associazione nell’arco del sessantennio. Una ricorrenza che diventa una sfidante occasione per l’avvocatura italiana, e in particolare per le giovani generazioni che svolgono l’attività forense.
Ripercorrendo la storia, l’associazione nasce a Roma il 7 giugno del 1966 grazie a una felice e lungimirante intuizione del padre fondatore di AIGA, l’Avv. Tommaso Bucciarelli. Non solo un principe del Foro, ma colui che con altri giovani colleghi ha coltivato il sogno, il desiderio e la necessità di creare una realtà che si facesse portavoce delle istanze della giovane avvocatura. L’avv. Bucciarelli non immaginava semplicemente una struttura associativa, ma uno spazio libero di confronto, crescita e rappresentanza per giovani professionisti che volevano essere parte attiva del cambiamento dell’avvocatura e della società.
A sessant’anni di distanza, quella intuizione conserva intatta tutta la sua forza, e AIGA è oggi uno dei principali interlocutori riconosciuti dal legislatore, dai Ministeri, dalle istituzioni forensi e dal mondo accademico e giudiziario. Fin dalla sua costituzione, grazie all’entusiasmo e al fervore che contraddistinguono i giovani professionisti, l’Associazione rappresentava – e rappresenta tuttora – un vero e proprio laboratorio politico-forense capace di anticipare temi, riforme e criticità che sarebbero poi diventati centrali per tutta l’avvocatura.
Tante le battaglie storiche condotte dai giovani avvocati nel tempo, molte delle quali confluite nella Riforma dell’Ordinamento Forense che proprio in questi giorni è all’esame dell’Assemblea della Camera. Da quella per la riforma dell’accesso alla professione a tutela dei più giovani, alla difesa dell’equo compenso e della dignità economica dell’avvocato; dal riconoscimento del fenomeno della cd. monocommittenza con assicurazione di garanzie minime in favore dei giovani colleghi alla modernizzazione dell’avvocatura grazie alla valorizzazione della formazione continua, della specializzazione e dell’acquisizione di nuove competenze, con particolare riferimento all’impatto dell’AI, delle nuove tecnologie e della digitalizzazione sull’attività forense. E ancora, per citarne altre, la promozione di un’effettiva sostenibilità economica della professione forense e l’adozione di politiche attive di welfare professionale e di sostegno alla giovane avvocatura, fino alla concreta attuazione dei princìpi di pari opportunità e inclusione e la necessità di superare le disparità ancora presenti nella professione.
Su queste e su molte altre tematiche di politica forense, AIGA ha offerto nel corso dei decenni un contributo attivo e concreto, divenendo attenta interprete di trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali sempre più rapide, nella consapevolezza del ruolo centrale che la giovane avvocatura deve responsabilmente assumere nel voler governare il cambiamento. L’anniversario dell’Associazione rappresenta una preziosa occasione di riflessione autorevole e condivisa sulle prospettive future della professione forense, sulle sfide del sistema giustizia e sul ruolo dell’Avvocatura nella società contemporanea. Ed è proprio con lo sguardo rivolto al futuro che l’Associazione intende celebrare la propria ricorrenza, onorando la preziosa eredità ricevuta dai fondatori nel segno di identità, appartenenza e continuità, con l’auspicio che i primi 60 anni di AIGA siano l’inizio di una nuova stagione.
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