Si torna alla (quasi) normalità. Il Comitato tecnico scientifico ha validato venerdì 21 maggio il protocollo per i ricevimenti dopo matrimoni e altre funzioni civili e religiose, come cresime e comunioni.

Una notizia attesa per il comparto del wedding e per i tanti italiani che l’anno scorso hanno deciso di rimandare il proprio matrimonio causa Covid. Dal 15 giugno dunque la ripresa del settore, tra i più colpiti dalla crisi economica generata dalla pandemia, con tante novità attese.

GLI INVITATI – La scelta più attesa e accolta con maggiore favore dagli operatori del settore è quella sull’assenza di un limite al tetto degli invitati, se non quello basato sulla distanza interpersonale di due metri tra tavoli. Quindi, spiega Michele Boccardi, presidente di Assoeventi, “una struttura più grande potrà ospitare più persone di una struttura più piccola. Sembra una cosa banale e lapalissiana, ma ci siamo dovuti battere per settimane per ottenere l’applicazione di questo semplice principio di buonsenso”.

Resta l’obbligo per gli ospiti di misurazione della temperatura corporea, con accesso vietato nel caso in cui dovesse risultare superiore a 37,5 °C.

IL GREEN PASS – Confermata l’obbligatorietà del certificato verde, il green pass. Il documento, obbligatorio per ogni invitato, attesterà di essere stati vaccinati almeno con la prima dose ma oltre i 15 giorni precedenti all’evento, oppure di aver contratto il Covid-19 e di essere guariti, o di aver effettuato un timone nelle 24 ore precedenti il matrimonio. Tutti dovranno averlo, compresi gli sposi.

LE MASCHERINE – Mascherina obbligatoria, dalla chirurgia in sù, per ospiti e sposi. Il dispositivo di protezione dovrà essere indossato negli spazi interni quando non si è seduti al tavolo, e in quelli esterni quando non è possibile rispettare la distanza di almeno un metro. Gli ospiti potranno non indossarla per recarsi in bagno o al bar se sarà possibile rispettare il distanziamento interpersonale di un metro con soggetti non conviventi, mentre per il personale di servizio sarà sempre obbligatoria.

NO AL COVID MANAGER – Salta l’obbligo del Covid manager ogni 50 invitati. L’obbligatorietà del Green Pas ha infatti spinto il Cts a cancellare questa figura che avrebbe dovuto raccogliere la documentazione per pianificare l’evento e la gestione degli ospiti. 

DISTANZA TRA TAVOLI – La distanza minima tra tavoli adiacenti dovrà essere di almeno due metri, ma il Cts consiglia di garantire una di almeno 2,5 metri, considerando anche il passaggio degli addetti al servizio di somministrazione.

I tavoli dovranno garantire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, tranne che per i tavoli composti da conviventi.

IL BUFFET – Non sarà consentito il buffet classico, quello ‘self service’. Sarà possibile organizzarne uno con la somministrazione di cibi e bevande da parte del personale incaricato, per escludere dunque la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto. Il buffet self-service sarà possibile esclusivamente per prodotti confezionati in monodose, organizzato in modo tale da non formare assembramenti. 

BALLI E MUSICA – I gruppi musicali che potranno accompagnare il matrimonio dovranno essere distanziati dal pubblico di almeno tre metri se non provvisti di ‘barriere’ anti-droplets vicino il microfono. I membri dovranno utilizzare mascherine nel caso di spostamenti nelle aree comuni interne.

Quanto ai balli, all’esterno sarà possibile, mentre nei locali dovranno essere organizzati garantendo una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali. Balli che comunque, scrive il Cts, non potranno superare i 15 minuti. 

MEGLIO UN MATRIMONIO ALL’APERTO – Pur consentendo i matrimoni anche al chiuso, il Cts consiglia vivamente lo svolgimento all’aperto dell’evento. In caso di matrimonio al chiuso andrà sempre ricambio d’aria, mantenendo aperte porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.