Le truppe dell’esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar sono riuscite a entrare a Sirte, città portuale della Libia fondamentale per il commercio e per l’industria petrolifera.

Il centro, che ha dato i natali a Mu’ammar Gheddafi e che nel 2015 era caduto sotto il dominio di Daesh, dal 6 gennaio è diventato il cuore della contesa tra Haftar e il Governo di Accordo Nazionale (Gna), presieduto da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dalla comunità internazionale.

Il 6 gennaio, Sirte è caduta sotto il controllo di Haftar. “Le forze dell’operazione al Bunyan al Marsous, che hanno sconfitto l’Isis a Sirte – scrive il The Libya Observer il 7 gennaio -, mobilitano i propri uomini e mezzi per lanciare un contrattacco a Sirte per respingere i gruppi armati di Haftar che hanno preso il controllo della maggior parte della città”.

Sarebbe dunque partita la controffensiva del Governo di Accordo Nazionale per la riconquista della città, a cominciare dall’aeroporto internazionale di Al Gordabiya, anch’esso caduto sotto il controllo delle milizie di Haftar.