L’idrossiclorochina non riduce la mortalità né il tempo di ricovero dei malati di coronavirus. E quindi l’Organizzazione Mondiale della Salute ha sospeso i test sul farmaco antimalarico dal suo studio globale, Solidarity. Non è la prima volta che succede: il 25 maggio i test erano stati sospesi dopo la pubblicazione di una ricerca secondo cui il farmaco aumentasse addirittura il tasso di mortalità dei pazienti e causasse delle complicazioni a livello cardiaco. I test erano ripartiti visto che erano stati sollevati dei dubbi sui dati utilizzati nello studio e in un’altra ricerca pubblicate sulle riviste scientifiche Lancet e New England Journal of Medecine.

L’Oms aveva così fatto ripartire i test a inizio giugno che adesso subiscono un’altra battuta di arresto. A comunicare la decisione dell’Organizzazione Ana Maria Henao Restrepo, funzionaria del dipartimento di immunizzazione, vaccini e medicinali biologici dell’Oms. In conferenza stampa a Ginevra Restrepo ha spiegato che “sulla base delle evidenze scientifiche combinate” in possesso dell’Oms “è emerso che l’idrossiclorochina non riduce la mortalità né il periodo di ricovero dei pazienti con Covid-19 e per questo l’executive group del Solidarity Trial ha deciso di interrompere” la sperimentazione sul farmaco. “Vorrei sottolineare che questo però non costituisce una politica ufficiale dell’Oms né una raccomandazione”, ha aggiunto Restrepo.

Sull’idrossiclorochina si è scatenato un dibattito a livello mondiale. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’ha ripetutamente citata come soluzione al coronavirus. Trump aveva anche raccontato di utilizzarla per la propria profilassi. Una pratica non assecondata da studi o ricerche, che invece avevano sempre espresso riserve sull’efficacia dell’anti-malarico e, al contrario, avevano evidenziato i suoi pericolosi effetti collaterali. Un altro sostenitore del covid è il presidente del Brasile Jair Bolsonaro. A fine maggio il ministero della Salute aveva liberato la prescrizione dell’antimalarico per tutti gli stadi del covid-19. Un grande dibattito è partito anche in Francia per l’uso del medico Didier Raoult, direttore dell’istituto Méditerranée di Marsiglia, appoggiato dal filosofo sovranista Michel Onfray.