I meridionali hanno due tragedie, una grave, una gravissima: una parte è convinta di appartenere a un modello culturale, sociale ed economico irrimediabilmente inferiore al complesso sociale settentrionale; una parte ritiene di essere fatalmente al di sopra di ogni altro contesto umano. La salvezza del Sud passa dall’incontro-scontro delle due prospettive. Dal loro annientamento, imprescindibile per una condizione di “normalità”. Il declino del Meridione, per Franco Cassano, è nato dall’intersezione del Sud con la modernità.

Un appuntamento a cui la gente del Mediterraneo è arrivata senza una guida tanto autorevole da mettere sul tavolo le ragioni del Sud. E le ragioni erano tante, di pregio pure: avrebbero fatto la fortuna dell’Occidente che ha continuato a percorrere in solitaria una strada che avrebbe dovuto appartenere a tutti. Franco Cassano ha speso la sua vita per le ragioni del Sud e ora che, a 77 anni, la sua esistenza è finita, proseguono a vivere le sue ragioni, il suo pensiero meridiano non termina con la sua morte. Noto e amato per la sua prosa, più di un saggista, più di un sociologo, era un poeta. La sua era la poetica del disamore, perché è sulla mancanza d’afflato con ciò che la propria cultura ha prodotto che si afferma il declino di una civiltà.

La civiltà mediterranea è stata atterrata con la spada, ma avrebbe potuto salvarsi, rialzarsi, invece il colpo di grazia è arrivato attraverso il disamore di un mondo per il proprio mondo. Il Sud è morto perché ha smesso di amare sé stesso, trasformando ogni sua virgola in mostro ortografico, ogni sua statua in icona muta, e utilizzando a mo’ di discarica un paesaggio sorto olimpico. Franco Cassano, nato ad Ancona nel dicembre del 1943, è stato uno scrittore, un saggista, professore di sociologia all’università Aldo Moro di Bari, deputato del Pd, ma figlio già nobile del Pci e fra i creatori della Primavera Barese da cui vengono fuori i Vendola e gli Emiliano e altri ancora, alcuni figli e altri figliastri. Aveva scelto il Sud e i poveri, un po’ per sentita appartenenza, soprattutto per elezione.

La sua produzione culturale è vasta, ma il suo condensato biblico è contenuto ne Il pensiero meridiano del 1996. Ha teorizzato la necessità di un Sud totalmente autonomo, non per motivi storici, propagandistici o revanscisti, ma in base a ragioni culturali: solo un Sud totalmente autonomo dal punto di vista culturale può marciare nel futuro, essere utile al riavvicinamento fra i popoli, alla loro pacificazione. Il Sud di un treno lento, che cammina a vapore, e giro dopo giro costringe la modernità a un passo più umano, che unifichi il Nord oltre il Settentrione e il Sud oltre il Meridione, oltrepassando il mare.

Il suo limite è stato forse quello di essere stato un pensiero troppo grande, che di sicuro era arrivato con un ritardo secolare del pensiero meridionale, affidato per troppo tempo alle menti asfittiche di un’intellettualità sudicia servile, di risulta. Eppure, anche se Franco Cassano è morto, le sue indicazioni restano fra le più suggestive tra i meridionalismi variegati, minati dalla nostalgia, dal piagnisteo, dal rancore, dalla subalternità. Un Sud culturalmente autonomo, una vasta area culturale mediterranea con un pensiero forte è ancora, e sempre più, indispensabile alla nascita di un nuovo umanesimo che superi le derive dei modelli totalizzanti del 900, sfociati nel più disumano fra i totalitarismi: il capitalismo.

E' uno scrittore italiano, autore di Anime nere libro da cui è stato tratto l'omonimo film.