Nella giornata di giovedì l’Italia ha finalmente superato la quota di 500mila dosi giornaliere di vaccino somministrate, un dato prima annunciato ieri sera dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, intervenendo a Porta a Porta, e quindi confermato stamattina dal ministro della Salute Roberto Speranza.

“Ieri in Italia sono state somministrate oltre 500 mila dosi di vaccino. Grazie alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni per il gran lavoro di squadra. Il vaccino è la vera strada per uscire da questi mesi così difficili”, ha scritto infatti il titola del dicastero della Salute confermando le previsioni di Figliuolo.

Ma i dati italiani, raggiunti con estrema fatica e in extremis rispetto a quanto annunciato a più riprese dallo stesso commissario all’emergenza, che in diverse occasioni si era dato come deadline per il mezzo milioni di dosi giornaliere “la fine del mese di aprile”, vengono annichiliti se confrontanti con quelli della Germania.

Nel paese guidato da Angela Merkel ieri il ministro della Salute Jens Spahn ha annunciato la somministrazione in sole 24 ore di oltre un milione di vaccini, per la precisione 1.1 milioni di dosi. Uno ‘spread’ di mezzo milioni di dosi in una sola giornata. Anche altri paesi europei stanno iniziando ad aumentare le vaccinazioni giornalieri: in Spagna ieri si è arrivati a 460mila dosi inoculate.

Ma come segnala il Corriere della Sera, che cita i dati del rapporto settimanale (aggiornato al 25 aprile) dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, lo ‘spread’ vaccinale rispetto alla Germani sta crescendo. Il differenziale tra le quote di popolazione adulta che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, sale a 3,3 punti percentuali, rispetto a 2,4 punti 7 giorni fa.

Non solo: il nostro Paese è in coda tra i ‘big’ europei per la percentuale di adulti che hanno ricevuto almeno una dose. In Italia solo il 24,8% della popolazione adulta ha ricevuto una dose, contro il 28,1% della Germania, il 26,7% della Francia, il 27,6% della Spagna e il 24,9% della Polonia, che riesce a fare meglio di noi.

Ma a pesare in realtà è anche una questione “linguistica” di non poco conto, come non manca di sottolineare Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI. L’annuncio del duo Figliuolo-Speranza delle 500mila vaccinazioni non è corretto: in realtà “siamo intorno alle 380.000 dosi al giorno”, mentre “l’obiettivo continuativo di 500.000 dosi è lontano”.

L’obiettivo reale insomma sarebbe di una media mobile settimanale di 500mila vaccini giornalieri, ben diversa dalle 500mila dosi raggiunti come ‘unicum’ giovedì. Lo stesso Villa ricorda infatti come “ieri potremmo avere superato le 500.000 somministrazioni al giorno ma, per esempio, domenica ne abbiamo fatte 265.000”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia