Volevano sperimentare la propria soglia del dolore così, armati di coltello, hanno deciso di procurarsi dei tagli che dalle estremità delle labbra si allungavano sulle guance. Protagonisti due ragazzi: lui 17 anni, lei 14enne.

Un gioco del dolore che ha portato lunedì scorso, 4 gennaio, la giovane al pronto soccorso dell’ospedale di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese, a causa delle ferite profonde riportate che hanno reso necessario un intervento chirurgico e il successivo ricovero.

Agli operatori sanitari e, successivamente ai carabinieri intervenuti, la coppia ha raccontato di essere stata vittima di una aggressione nei pressi della stazione dalla metro di Cassina de’ Pecchi ad opera di alcuni coetanei che li avevamo dapprima “accerchiati” e poi feriti con dei coltelli.

Una versione che sin da subito non ha convinto i militari dell’Arma che, dopo un sopralluogo all’interno della stazione della metropolitana indicata dai due giovani, non hanno rinvenuto né tracce ematiche né altri elementi riconducibili alla presunta aggressione.

Messo alle strette, il 17enne ha confessato l’inquietante “gioco” del dolore: “Abbiamo fatto questa prova io e lei per verificare quanto riuscivamo a resistere, la nostra soglia del dolore“, ha raccontato il ragazzo ai carabinieri di Cassano d’Adda che conducono le indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni di Milano.

I tagli sul viso della ragazza (su quello del giovane sono meno accentuati perché l’amica, dopo essere rimasta ferita, non ce l’ha fatta a proseguire l’assurdo “gioco” del dolore), erano simili al ghigno di Joker, l’antagonista di Batman di recente interpretato in un film da Joaquin Phoenix.

Guai però a parlare di gesto d’emulazione. Secondo il procuratore Ciro Cascone, intervistato dall’Ansa, non è giusto “fare queste associazioni, perché così si snatura una vicenda che è di pura sofferenza umana”. Si tratta, secondo quanto ricostruito da Cascone,  “di due ragazzi sofferenti, che vanno aiutati, l’associazione con Joker è deleteria, si tratta di spinte autolesionistiche che ci sono sempre state tra i ragazzi e che in generale possono essere anche acuite dal lockdown, di ferite che qua sono evidenti e che spesso i ragazzi si fanno in silenzio”.

Non bisogna dunque “innescare meccanismi di emulazione” perché “qua c’è pura sofferenza e bisogno di aiuto”.

Il 17enne è stato denunciato dai carabinieri alla Procura per i minorenni per il reato di sfregio introdotto recentemente dalla legge sul ‘codice rosso’.

Redazione