Lucio Zurlo è diventato una specie di maestro Miyagi dell’Italia delle Olimpiadi, un Maestro Muten Azzurro, il corrispondente napoletano del Maestro “Mickey” del Rocky di Sylvester Stallone. Ha fatto l’infermiere per 33 anni, ma la palestra di Torre Annunziata “Boxe Vesuviana” è sempre stata la sua vita. È diventato noto per essere il maestro di Irma Testa, la prima pugile italiana a partecipare a un’Olimpiade (Rio 2016) e la prima a conquistare una medaglia (Tokyo 2020), di bronzo. Ha 83 anni e ancora tanta voglia di ring. “Chiedetelo alla gente, decine di mamme mi ringraziano per aver tolto dalla strada i figli. Qui sono passati a decine nei 61 anni di vita della palestra. La boxe detta regole di vita”, ha raccontato in un’intervista a Il Mattino – come ha scritto l’americana Joyce Carol Oates “la vita assomiglia alla boxe, ma la boxe assomiglia soltanto alla boxe”.

Ha 83 anni. Da una vita si dedica a insegnare il pugilato a Torre Annunziata nella sua “Boxe Vesuviana”, la palestra nel quartiere popolare Provolera. “Ci chiamavamo Puglistica Oplonti ed eravamo in un’altra sede. Fummo sfrattati perché il Comune non pagava il canone al proprietario. Ci spostammo qui, su concessione comunale, in questa che era la palestra creata dal fascismo per i giovani balilla. Ci siamo da 20 anni, ma ancora non sappiamo a chi dovremmo pagare il canone”. Quel nome venne scelto per diventare un punto di riferimento nell’area vesuviana come la Fulgor per Napoli – la palestra dov’è cresciuto l’oro olimpico e Campione del mondo Patrizio Oliva.

Il primo a partecipare alle Olimpiadi, della Vesuviana, è stato Ernesto Bergamasco, nel 1972. Il prossimo talento potrebbe essere il 19enne Michele Baldassi. In mezzo tanti altri campioni. Un rimpianto su tutti: Pietro Aurino, che partecipò ai Giochi di Atlanta nel 1996, finito in carcere, che chiamavano Maradona del ring. Zurlo ha allenato anche figli di camorristi. Il figlio Biagio è stato campione italiano, è dirigente federale e insegna al liceo. Lui invece non è mai salito sul ring perché ai suoi tempi arrivare a Napoli per andare alla Fulgor “era un’impresa”. La sua personalità emerge anche nel film Butterfly del 2018, su Irma Testa e la sua carriera, dei registi Alessandro Cassigoli e Kasey Kaufffman.

Zurlo è ormai nella storia del pugilato come maestro della pioniera Testa, cresciuta in un quartiere difficile e avviata giovanissima alla boxe “che mi ha insegnato anche a parlare perché lo facevo con difficoltà, mi esprimevo con uno strano impasto di dialetto e di italiano”, come ha raccontato la campionessa. Lo stesso maestro, prima, anni fa, ha dovuto abbattere il suo pregiudizio sulla boxe femminile: “Mi sono ricreduto e la prima a frequentare con successo la palestra è stata Mina Morano. Una rivoluzione, ma oggi le donne dimostrano più tenacia e forza di carattere degli uomini. C’è Irma, c’è stata la sorella, poi Rosaria Montuori. Le ragazze che si allenano nella mia palestra sono una ventina”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.