L’accusa che nel febbraio del 2019 era piovuta addosso all’ex senatore Pietro Fuda era di inaudita gravità: aver permesso alla potente cosca di ’ndrangheta dei Commisso di Siderno, nella locride, di mettere le mani sul Comune, favorendone gli interessi, e persino piazzando un loro uomo, nonché parente, alla presidenza del Consiglio comunale. Lo avrebbe fatto, Fuda, nella sua veste di sindaco di Siderno, carica che aveva assunto nel 2015 fino al 2018, anno in cui il Consiglio dei ministri sciolse il Consiglio comunale per sospette infiltrazioni mafiose.

Fuda assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

Pochi giorni fa il Tribunale di Locri ha spazzato via i sospetti: Fuda, ex senatore nell’Unione di centrosinistra, ex assessore regionale di Forza Italia e già presidente della Provincia di Reggio Calabria, è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, e con lui tutti i coimputati. Per Fuda, poche settimane prima, la Dda reggina aveva chiesto una condanna a 6 anni e 8 mesi di carcere. Secondo le accuse, la lista “Centro democratico” che appoggiò Fuda in occasione delle elezioni comunali del 2015 a Siderno, sarebbe stata sostenuta dalla cosca Commisso. In cambio, il futuro sindaco avrebbe agevolato la stessa cosca e gli interessi delle ’ndrine locali nel settore dei lavori pubblici, condizionando, fra l’altro, le scelte dell’Amministrazione comunale sulla modifica dell’area della zona industriale di Siderno.

Le altre accuse

Fuda, inoltre, si sarebbe adoperato affinché una ditta aggiudicataria dei lavori per la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria e verde attrezzato, per un importo complessivo pari a quasi 400mila euro, si rifornisse del materiale necessario presso un pregiudicato per associazione mafiosa. Non solo. Stando ancora alle ipotesi della Dda, Fuda avrebbe anche ritardato la notifica di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Reggio Calabria nei confronti di una ditta di costruzioni, la cui titolarità sarebbe stata in capo a una persona condannata per associazione mafiosa, tentata estorsione e turbata libertà degli incanti. In sostanza, l’ex sindaco avrebbe agito al fine di consentire all’imprenditore di consegnare i lavori precedentemente aggiudicati prima della comunicazione dell’interdittiva antimafia. Fuda, inoltre, secondo la Dda, avrebbe agevolato gli interessi dei Commisso e delle cosche locali destinando alla realizzazione di un canile i terreni confiscati a Carmelo Muià, uomo dei Commisso assassinato a Siderno il 18 gennaio del 2018, su proposta di un veterinario parente dello stesso Muià.

Nessun riscontro

Non è finita. Per gli inquirenti, infatti, l’ex sindaco avrebbe esercitato indebite pressioni sul responsabile dell’Ufficio Tecnico affinché adottasse provvedimenti volti a prorogare le concessioni demaniali relative alle gestioni di chioschi sul litorale di Siderno, favorendo una persona legata da vincoli di parentela ad esponenti della cosca Figliomeni. Come se tutto ciò non bastasse, per la Dda Fuda sarebbe stato anche collegato a una loggia massonica segreta legata alla ‘ndrangheta. In poche parole, il ritratto non di un politico ma di un criminale sotto mentite spoglie. Peccato che ogni singolo capo di accusa non abbia trovato il benché minimo riscontro, come ha dimostrato l’assoluzione di Fuda e degli altri imputati decretata dal Tribunale di Locri.