E alla fine potrebbe risolversi in una questione tutta privata, ridimensionata ai parametri della valutazione soggettiva sull’opportunità o meno della scelta. Con quattro voti favorevoli e due contrari, la Prima Commissione del Csm ha così aperto all’archiviazione del caso Maresca e l’ha proposta al plenum che oggi dovrà pronunciarsi. C’è da aspettarsi un confronto acceso, che dividerà i pareri in seno all’organo di autogoverno della magistratura. La questione di Catello Maresca, attuale sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli e da mesi al centro di rumors politici su una sua possibile corsa verso Palazzo San Giacomo come candidato civico sostenuto dal centrodestra, è infatti argomento che infiamma il dibattito giudiziario e politico.

Il caso è finito al centro del fascicolo aperto il 14 dicembre scorso, dopo che il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, aveva inviato una nota al Csm, allegando gli articoli di stampa sulla possibile candidatura del sostituto del suo ufficio, per verificare se vi fossero gli estremi per una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità. Ebbene, per la Prima Commissione il caso è da archiviare: «Il dottor Maresca ha pieno diritto di candidarsi per competizioni elettorali amministrative in Campania e nella provincia di Napoli, ivi comprese quelle relative al sindaco della città di Napoli». Quanto ai contatti avuti con forze politiche, di cui hanno pubblicamente parlato vari esponenti politici a partire da Silvio Berlusconi, per la Prima Commissione «sono prodromici alla presentazione di una legittima candidatura».

Per la maggioranza dei consiglieri, quindi, ritenere tali contatti illeciti o comunque forieri di pregiudizio all’indipendenza e all’imparzialità del magistrato «vorrebbe dire menomare fortemente, se non pregiudicare del tutto, il diritto dello stesso ad esercitare il diritto di elettorato passivo». Del resto, «non vi è una norma che precluda ai magistrati di candidarsi per competizioni di natura amministrativa all’interno del circondario o del distretto nel quale esercitino o abbiano esercitato le proprie funzioni». E l’unica condizione prevista per i magistrati che si candidano è che «si dimettano, si trasferiscano o si collochino in aspettativa non retribuita entro il giorno fissato per la presentazione delle candidature». Per il momento, dunque, l’ago della bilancia pende a favore dell’ex pm anticamorra napoletano.

Né a suo carico, secondo la Prima Commissione, possono avere rilievo le critiche pubbliche che Maresca ha rivolto al presidente della Regione Vincenzo De Luca, in quanto «hanno avuto ad oggetto una determinata tematica (la gestione dell’emergenza sanitaria epidemiologica) estranea alle competenze professionali del dottor Maresca». «Né risulta poi che il dottor Maresca si sia reso autore di condotte tali da far ritenere concreto e attuale un significativo appannamento della sua indipendenza e imparzialità quale magistrato in servizio».

Sulla base di tutte queste considerazioni la Commissione è giunta alla proposta di archiviare il caso: a favore si sono pronunciati i togati Nino Di Matteo (indipendente) e Paola Braggion (Magistratura Indipendente) e i laici Emanuele Basile (Lega) e Alessio Lanzi (Forza Italia), mentre hanno votato contro Ilaria Pepe (Autonomia e Indipendenza) e Elisabetta Chinaglia. Dalla sua, Maresca ha il diritto a candidarsi costituzionalmente garantito e l’aver saputo restare in silenzio in questi mesi evitando repliche agli articoli di stampa e ai commenti sulla sua possibile candidatura. Restano le valutazioni in fatto di etica e di opportunità, su cui i pareri invece si dividono. Sono davvero questioni puramente private e personali? Si attende la pronuncia del plenum.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).