Vo’ Euganeo è stata dichiarata zona rossa il 22 febbraio. Insieme al paese in provincia di Padova, anche Codogno, nel lodigiano, dove si era verificato il primo caso di coronavirus in Italia, venne dichiarato zona rossa da un decreto del governo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà proprio a Vo’ per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico. Lo hanno fatto sapere fonti del Quirinale. Una scelta simbolica – come quella di visitare Codogno il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica – visto che proprio nel paese veneto si è registrata la prima morte in Italia a causa del coronavirus. Si trattava del 77enne, pensionato, Adriano Trevisan, ex titolare di un’impresa edile.

La data potrebbe ricadere a settembre o a ottobre, per via delle elezioni che si dovranno tenere in Veneto. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha assicurato che dal prossimo autunno si tornerà in aula, senza plexiglas a dividere gli spazi. Il ministero ha anche emanato alcune linee guida, formulate dal Comitato Tecnico Scientifico, che prevedono la distanza sempre di un metro, che aumenta a due per le attività in palestra, il consumo del pasto in classe probabilmente con l’utilizzo di lunch box, la pulizia approfondita degli ambienti e l’uso costante nella mascherina tranne nei casi in cui è sconsigliata. Non sarà necessario misurare la temperatura e le classi potrebbero subire delle modifiche sostanziali o innovate, anche attraverso l’uso maggiore degli spazi all’aperto.

Il sindaco di Vo’ Euganeo Giuliano Martini ha accolto con favore la visita del Capo dello Stato presso il suo Comune: “Vo’ ha fatto egregiamente la propria parte in questa battaglia. Accogliamo questa bella notizia dicendo che saremo lieti di ospitare il presidente Mattarella nel nostro paese per l’inaugurazione del prossimo anno scolastico“. A Vo’ l’amministrazione regionale accolse la proposta del microbiologo dell’università di Padova Andrea Crisanti di testare l’intera popolazione dopo la scoperta del primo caso. Risultò che 89 abitanti su circa 3.300 erano positivi, il 3,1 per cento. Quasi la metà dei contagiati non aveva manifestato sintomi. Pure andando contro i dettami dell’Oms e del governo, che imponevano il tampone solo ai sintomatici, quello messo in atto in Veneto è stato considerato un modello per scongiurare la diffusione del virus.

Redazione