Fabrizio Miccoli, ex calciatore di Juventus, Perugia, Fiorentina, Palermo e Nazionale, dalla fine di novembre è detenuto nel carcere di Rovigo. Il suo avvocato Antonio Savoia ha raccontato in un’intervista a Palermo Today lo stato d’animo e le condizioni del “Romario del Salento” che scelse di costituirsi in Veneto per stare lontano da tutti, dove meno gente possibile potesse riconoscerlo.

“Non è contento di questa condizione, è ovvio, ma sta resistendo”, ha detto l’avvocato. Miccoli rispetta la sentenza anche se si era sempre detto innocente. “Sono deluso, sto pagando per qualcosa che non ho fatto”, aveva dichiarato in passato. Lo scorso novembre la Cassazione aveva confermato la condanna a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Miccoli era stato accusato di aver recuperato un credito di 12mila euro per conto dell’ex fisioterapista del Palermo Giorgio Gasparini presso l’imprenditore, al tempo titolare della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine Andrea Graffagnini. Per la vicenda l’ex atleta era stato accusato di essersi rivolto a Mauro Lauricella, figlio del boss del quartiere Kalsa Antonino Lauricella detto “U’ Scintilluni”. Miccoli nel processo a Lauricella aveva detto che “mi divertivo con lui, ma non sapevo fosse il figlio di un mafioso. Comunque è una persona alla quale voglio bene”.

La vicenda, risalente a oltre dieci anni fa, ebbe eco mediatica per la registrazione in cui il calciatore, in auto con Lauricella, aveva definito il giudice Giovanni Falcone, ucciso nell’attentato di Capaci del 1992, con la moglie e i membri della scorta, “quel fango”. Il padre dell’attaccante, Enrico Miccoli, in un’intervista a Il Corriere della Sera, aveva avanzato il sospetto: “Non voglio pensare che sia così, ma credo che la magistratura gli abbia voluto dare una lezione, per quella parola che pronunciò durante quella telefonata, riferendosi al giudice Falcone. Per quella parola ha chiesto scusa davanti a tutte le televisioni, lo ha fatto in lacrime, a cuore aperto, ma c’è stato chi non lo ha perdonato. Lui è in carcere, mentre chi ha sciolto i bimbi nell’acido è libero”.

Proprio per l’aggravante mafiosa Miccoli si trova in carcere, non sono previste misure alternative alla pena. Tanti tifosi intanto sono dalla parte del “Romario del Salento”: ritengono esagerata la condanna sia la pena da scontare dietro le sbarre. “Ha saputo di questa vicinanza e questo non può che avergli fatto piacere”, il commento dell’avvocato che ha aggiunto che nessun trattamento di favore è destinato al calciatore. “Certamente non è contento, ma sta cercando di affrontare nel miglior dei modi la situazione. Pur non condividendola, rispetta la sentenza”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.