Sono stati quasi tutti rintracciati i  migranti che si erano allontanati dalla struttura di Porto Empedocle. Ad annunciarlo è la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in una telefonata con il governatore siciliano Nello Musumeci. La responsabile del Viminale ha confermato che, nell’hotspot di Lampedusa e nell’hub di Porto Empedocle, sono stati intensificati i trasferimenti dei migranti verso altre strutture e che, entro la giornata di domani, verrà completato lo spostamento di circa 520 migranti.

In modo da garantire il massimo della sicurezza per la tutela della salute pubblica, sarà operativa nei prossimi giorni – all’esito della procedura accelerata di gara in corso – la nuova nave di grandi dimensioni da destinare allo svolgimento della quarantena obbligatoria per i migranti sbarcati.

In giornata c’era stata la fuga di massa dei migranti dalla tecnostruttura della Protezione Civile, allestita nella banchina di Porto Empedocle ad Agrigento, in Sicilia. Le forze dell’ordine hanno avviato le ricerche dei fuggitivi. Nella tensostruttura, con una capienza massima di 100 persone, c’erano 520 migranti. La sindaca della città siciliana Ida Carmina aveva già denunciato nei giorni precedenti le condizioni ‘disumane’ della tensostruttura attigua alla banchina portuale: “Abbiamo oltre 500 migranti chiusi in una tensostruttura senza finestre – ha dichiarato la prima cittadina -. Non ci sono finestre, è un forno lì dentro, rischiano il soffocamento. Qui deve intervenire il governo, ho fatto appello a tutti, anche alla Commissione europea. Noi siamo un paese senza contagi, però con questa situazione siamo ogni giorno agli onori delle cronache e questo crea un problema di immagine dal punto di vista turistico. Perché far arrivare qua le navi militari? Potevano portarle da qualche altra parte. Anche i miei concittadini sono molto arrabbiati, hanno paura”. Ed è così che è partita una fuga di massa.

LA FUGA A CALTANISSETTA – La fuga di massa a Porto Empedocle avviene poco dopo quella di Caltanissetta, dove proseguono le ricerche nei pressi del centro di accoglienza per migranti di Caltanissetta. Ieri quasi 200 persone si sono date alla fuga, dopo che erano stati obbligati a rispettare la quarantena. I carabinieri sono al lavoro da ieri nelle ricerche, che sono andate avanti senza sosta durante la notte. Delle 184 persone fuggite, ne sono state ritrovate nella notte 125. Tanti dei migranti si erano allontanati diversi chilometri, correndo scalzi nelle campagne e arrivando in prossimità del centro abitato di Caltanissetta. Le forze dell’ordine fanno sapere che non ci sono feriti e che la situazione nel Cara è ora sotto controllo.

La Questura, infatti, ha annunciato che saranno messi tutti in quarantena. Le forze dell’ordine hanno lavorato tutta la notte per rintracciarli e stanno continuando le ricerche. Pronta è arrivata la reazione del sindaco della città siciliana, Roberto Gambino, il quale ha dichiarato:  “Mi sto recando in Comune a scrivere una nota al ministro Luciana Lamorgese ribadendo che la struttura di Caltanissetta non è in grado di contenere queste persone, perché evidentemente non è idonea. – ha specificato il primo cittadino – Pretendo che non venga più nessuno a Caltanissetta e che il Cara venga svuotato da chi è in i quarantena. Ringraziamo le forze dell’ordine per aver rintracciato più di 100 migranti ma rimango dell’opinione che non possano stare qui”.

Anche il presidente della Regione Nello Musumeci si era affrettato a commentare la notizia con un post su Facebook : “I 100 migranti scappati a Caltanissetta si aggiungono ai tunisini scappati a Pantelleria e a quelli evasi dall’hotspot di Pozzallo, i quali, a loro volta, si sommano a tutti gli altri. Nessuno dica che è responsabilità delle forze dell’ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. È semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che “tutta va bene”. Pretendo rispetto per la Sicilia, non può essere trattata come una colonia. Abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c’è troppa improvvisazione e superficialità”.