Ancora disagi per gli utenti del trasporto pubblico della città di Napoli. Da giorni, infatti, risultano introvabili i biglietti di corsa singola per bus e metro, quelli dal costo di 1 euro e 10 centesimi. Tabaccai ed edicolanti sono rimasti nello sconcerto tanto quanto i passeggeri e qualcuno ha affisso in bella vista un cartello con la scritta “Biglietti da 1,10 euro esauriti” per evitare inutili code e assembramenti. In alcuni esercizi commerciali, in alternativa ai biglietti da 1,10 euro, è ancora reperibile qualche ticket da 1 euro e 60, solitamente destinato ai percorsi extraurbani. Edicolanti e tabaccai denunciano la mancanza di qualsivoglia comunicazione ufficiale da parte della linea di distribuzione. “Sono chiusi proprio!”, sostiene con sarcasmo uno di loro.

Nessuna zona della città è stata rifornita per settimane e in alcuni quartieri i biglietti sono tutt’ora introvabili, proprio nei giorni della riapertura delle attività commerciali e dell’aumento progressivo dei flussi di viaggiatori. Per i pendolari, un nuovo incubo, da aggiungere alle lunghe file d’accesso agli ingressi delle metropolitane, dovute alle misure di contingentamento dell’afflusso ai tornelli. L’unica speranza di trovare un ticket, in alcune zone della città, è legata al rifornimento delle macchinette automatiche presenti nelle stazioni. La penuria di biglietti coinvolge tutti i soggetti del Consorzio Unicocampania, con disagi registrati anche negli altri capoluoghi di provincia. La società di distribuzione, Giraservice, solitamente rifornisce i rivenditori una volta ogni 7 o 15 giorni, ma in questo caso sono passati circa 20 giorni senza che ti titoli di viaggio fossero distribuiti. Il Consorzio Unicocampania ha provveduto, per ora, a rifornire alcuni rivenditori strategici operanti nelle linee della metropolitana, ma il problema è ben lontano dall’essere risolto.

Edicole e tabaccai, rimasti aperti durante il lockdown, si trovano ora nell’imbarazzo di non saper nemmeno come rispondere alle legittime proteste degli utenti, distanziati all’interno dei convogli e sulle banchine ma paradossalmente ammassati nelle code per gli accessi e per le poche macchinette automatiche ancora provviste di titoli di viaggio. In un clima di disappunto e confusione, Giraservice, ancora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.