Una fake news colorata di fucsia ha catturato l’attenzione dei centri antiviolenza che operano sul territorio di Roma, indignati per la nascita di una linea del trasporto pubblico dedicata alle donne, i cui capilinea sono la casa rifugio per le vittime di violenza ‘Lucha y Siesta’ e ‘Una stanza tutta per noi’.

Nella giornata di ieri, il collettivo femminista di Lucha ha denunciato la comparsa sulla palina dell’Atac a via Lucio Sestio della fermata ‘8M’ (che sta per 8 Marzo, giornata internazionale delle donne) colorata di fucsia, esprimendo rabbia e indignazione per il trattamento che invece il Comune di Roma riserverebbe alle istanze del collettivo del centro antiviolenza, che da anni è a rischio sgombero dallo stabile di via Lucio Sestio, al Quadraro.

L’iniziativa però è una bufala orchestrata con sito web, campagne sui social network, comunicati stampa e cartelloni pubblicitari affissi in città, ma prontamente smentita dall’azienda del trasporto capitolino, che è già sul piede di guerra per colpire penalmente gli ignoti responsabili della fake news. “Una finta linea fuxia dedicata alle donne con tanto di paline modificate recanti il sedicente percorso: Atac sta valutando azioni legali contro chi non solo ha vandalizzato alcune paline dei bus a Roma ma anche diffuso una falsa notizia riportata da molti organi di informazione – dichiara l’Atac – La linea non esiste, la notizia è destituita di ogni fondamento, le paline sono state modificate col sedicente nuovo percorso: tutto è stato falsificato, compresa una nota stampa e alcuni post su Facebook, e l’azienda sta valutando azioni legali“, fanno sapere dall’azienda di trasporto pubblico.

La vicenda è iniziata ieri, quando è stata diffusa una nota stampa riportante un logo simile a quello di Atac, colorato di fucsia, con cui si comunica l’avvio dell’iniziativa pensata per le donne. “Dal 27 luglio nasce la linea fuxia – si legge sul sito www.atac-lineafuxia.com ancora online – dedicata ai luoghi simbolo della lotta alla violenza di genere. Perché il futuro è donna. Un biglietto gratuito per le donne e un percorso destinato a far conoscere i luoghi che nella Capitale lavorano sulla cultura di genere e contro la violenza“.

La macchina di marketing, messa in moto da ignoti, è stata pensata per ricevere anche consensi dai cittadini che hanno lodato l’iniziativa, credendo fosse vera. Una sintesi perfetta di come avrebbe funzionato la fantomatica linea dedicata alle donne arriva dalla nota stampa, con la quale si spiega che la ‘8M’ “per ora in via sperimentale, prevede corse implementate durante la notte per garantire, nelle ore più delicate della mobilità femminile, un servizio sicuro anche a quei target di clientela considerata ‘a rischio'”.

A rafforzare la tesi degli ideatori dell’iniziativa, le caratteristiche della linea fucsia, secondo cui “ogni spazio pubblicitario presente sui mezzi della Linea Fuxia sarà dedicato ai centri antiviolenza, al riconoscimento e al contrasto della violenza di genere in ogni sua forma per veicolare un messaggio forte che va ben oltre la strategia commerciale dell’azienda nelle giornate dell’8 marzo o del 25 novembre e pone l’iniziativa all’avanguardia nel panorama nazionale”.

Mentre l’azienda del trasporto pubblico romano è al lavoro per conoscere chi c’è dietro questa invenzione, c’è chi denuncia l’utilizzo della tecnica del ‘pinkwashing‘, ossia quando con una campagna di marketing e comunicazione si strumentalizza la causa femminista per scopi di lucro.

 

Andrea Lagatta