E sia chiaro, la mafia fa schifo, è una montagna di merda. E, senza utilizzare ma o però, alla fine c’è una generale tendenza alla assoluzione o autoassoluzione, come a dire che, tranne i mafiosi, si è tutti sullo stesso piano, poiché in settant’anni la Repubblica più che un popolo, una coesione di cittadini, ha creato una società unità dalla complicità. Decenni di cattivi insegnamenti in cui le vie traverse sono diventate le strade giuste per raggiungere una sistemazione, e i trucchi e le furberie gli elementi essenziali al vivere bene o sopravvivere: una società che parte dalla raccomandazione per raggiungere la corruzione. Ed è chiaro che se si porta in piazza l’etica o la morale, il refrain della stragrande maggioranza onesta, diventa un’enorme balla. E sia chiaro, la mafia fa schifo, è una montagna di merda, senza ma o però.

La mafia c’è, pian piano diventa l’ultima frontiera, il confine fra il bene e il male che consente al resto di rimanere in piedi. Non è bella gente quella che si becca il bonus dei 600 euro, ma pian piano si vedrà che oltre ai politici se lo sono beccati migliaia di professionisti agiati, di norma abbienti che non sono alla fame. La società italiana è ormai adagiata sulla forzatura delle regole, regole che di norma sono forgiate per incoraggiare il superamento della vergogna, quasi fosse una prospettiva sociale.

Tutti quelli che hanno gridato all’onestà nel passato, poi si sono contati fra i disonesti, e tutti quelli che hanno linciato, lanciato monetine, poi, strette nel pugno, avevano monete che non gli appartenevano. E la mafia è un orrido a cui non si devono accostare alibi, esiste per dimostrare fino a dove la cattiva coscienza, o l’incoscienza, possa portare il cuore umano, esiste per stabilire il confine fra l’assoluzione, l’autoassoluzione, e la condanna eterna. In Italia finché la mafia avrà vita, tanti potranno continuare a sentirsi migliori, perfino buoni, per il solo fatto di non essere mafiosi, lasciando perdere il discorso dell’onestà.

E' uno scrittore italiano, autore di Anime nere libro da cui è stato tratto l'omonimo film.