La polemica infiamma i social dopo che Nino D’Angelo qualche giorno fa si era sfogato sui suoi social: “Io non sono e non sarò mai un cantante ‘Neomelodico’ con tutto il rispetto di questi ragazzi, alcuni anche bravi, ma non hanno niente a che vedere con me e la mia storia di cantautore”, aveva detto. E da qui la reazione di alcuni cantanti neomelodici che hanno sempre considerato il cantante alla stregua di un maestro.

Ma Nino D’Angelo ha spento gli animi: “Nessuna polemica, ci ho messo 30 anni per essere chiamato cantante napoletano e non neomelodico. Il termine è stato coniato negli anni ’90, io ho iniziato negli anni ’80 e per questo reputo tutti loro dei figli miei“, ha detto durante l’evento a lui dedicato all’ Università Suor Orsola Benincasa, come riporta Voce Di Napoli.

E ha spiegato: “Quando ero giovane io non esisteva la parola neomelodico e quando è iniziata la parola neomelodico io scrivevo “ciucculatin d’a ferrovia”, “senza giacca e cravatta”, ero un vecchio melodico, non potevo essere un neomelodico, proprio come età non posso esserlo. Non ce l’ho con nessuno, però io vorrei ripristinare gentilmente la parola ‘signore e signori ed ecco a voi il cantante napoletano’. Noi siamo i figli di Sergio Bruni, di Carosone,..ma ‘un cantante napoletano’ non si dice più. Ditemi se questa parola l’hanno detta per 20 anni”.

Il cantante ha partecipato alla giornata di studi dal titolo “Il poeta che non sa parlare”, titolo della sua autobiografia in uscita il 14 ottobre e di un album di inediti che sarà presentato il 15 ottobre. La sua musica è diventata un caso di studio di pedagogia della musica. “Già è tanto essere ascoltati, figuriamoci studiati”. Con la sua consueta simpatica schiettezza Nino D’Angelo ha risposto all’invito ‘in cattedra’ dell’Università Suor Orsola Benincasa. “Sono davvero molto onorato di questo invito ricevuto da una prestigiosa Università. Mi viene da pensare che forse qualcosa di buono l’ho anche scritto. A parte gli scherzi, sono sinceramente emozionato per questa giornata di studio sui testi delle mie canzoni”.

Ma Nino D’Angelo è diventato anche un caso social. Dopo la sua uscita sui neomelodici la reazione è stata particolarmente forte da parte di Giusy Attanasio e Nancy Coppola, delusa dalle parole del loro maestro. “Mi diceste che foste il primo a cambiare la melodia dopo Merola e tanti mostri sacri prima di lui. Che eravate fiero perché tanti giovani poi dopo di voi avevano portato avanti il vostro genere chiamato neomelodico. Sono d’accordo che col tempo siete cresciuto e stravolto totalmente la vostra vita cantando ‘Senza giacca e cravatta’, E come tanti Neomelodici anche voi avete fatto matrimoni nei ristoranti e feste di piazze. Quindi perché rinnegare le proprie origini? Perché continuare con queste discriminazioni?”. I fan di Nono D’Angelo si sono scagliati in sua difesa a spada tratta.

Ad andarci giù pesante anche Giusy Attanasio che bombardata dalle critiche dei fan ha deciso di eliminare i post sottolineando che però non cambiava idea sul maestro. Poco dopo è ricomparsa con un video che la ritrae in lacrime per le critiche eccessivamente violente ricevute. “La cosa che mi rattrista di più e vedere mia figlia leggere tutto questo schifo sulla mia persona su tik tok! – ha scritto – Ridete ridete bene. Offendetemi così tanto, mi state riempendo di parolacce schifose solo per cosa ? Per aver espresso un mio parere su una persona che mi ha deluso ? Voi non lo sapete ma il maestro mi sta deludendo da tre anni ! Io faccio tanti sacrifici per essere una brava artista e non è bello vedere mia figlia di 8 anni leggere tutto questo schifo sulla mamma , e lei prova a difendermi ; ma è troppo piccola per farlo”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.