Dal 17 al 19 ottobre il vino italiano si rimette in cammino con la Special Edition del Vinitaly: sarà la prima occasione per riavviare le relazioni con i buyers internazionali dopo le restrizioni del lockdown. In attesa dell’edizione 2022 che ci si augura finalmente a pieno regime. Tutto riparte, non a caso, da Verona, nel cuore della Valpolicella. Il campione di questo territorio è l’Amarone, uno dei vini italiani più celebri e apprezzati nel mondo. Ricchezza di aromi e morbidezza del sorso sono, probabilmente, le chiavi del suo successo. Spinti dalla domanda di alcuni mercati esteri in cerca di un gusto più dolce e di un vino più carico, dagli anni ’90 in poi, alcune cantine hanno stressato le tecniche enologiche al fine di ottenere prodotti sempre più corposi e zuccherini.

Gli ultimi anni registrano, però, una inversione di tendenza con l’adesione ad un gusto più contemporaneo (ma per alcuni produttori si tratta semplicemente di un ritorno alle origini). I rappresentanti di questo stile – che potremmo definire postmoderno – non amano prodotti retorici e ridondanti, troppo dolci e liquorosi, ma si rivolgono a quanti sono in cerca di vini agili e precisi, concentrati sul frutto e sulle caratteristiche varietali, dalla beva più amichevole e immediata. Resiste ovviamente – ed è giusto che sia così – una schiera di cantine caratterizzate da un’impronta che potremmo definire canonica: maturazioni in grandi botti di rovere, ma con uno stile pulito (senza volatilità o ossidazione), per ottenere vini morbidi, rotondi e vellutati, con tipiche note di frutta surmatura ed erbacee arricchite da sfumature tostate di caffè, tabacco e spezie.

D’altra parte, l’Amarone è un vino molto “tecnico”, realizzato per appassimento dei grappoli in loft appositamente progettati. Le uve, avvizzite per almeno il 30%, sviluppano un’alta concentrazione di zucchero. Il tenore alcolico di solito raggiunge i 16 gradi e questo rende caldo il sorso. Il risultato finale è un vino ricco e corposo, ma essenzialmente secco ed equilibrato. Se si pensa, però, che le normative consentono di arrivare a 11 gradi di zucchero per litro e che molte cantine, per scelta enologica, scendono fino a 1-2 gradi, si capisce che la varietà di proposte della zona è davvero molto ampia. Sarebbe un errore, insomma, ridurre tutta la produzione della zona allo stereotipo di un vino potente e alcolico. Ce n’è per tutti i gusti. L’Amarone è una continua scoperta, molto interessante anche negli abbinamenti, non necessariamente pretenziosi. Si può bere da solo, in un momento contemplativo, si può accostare a carni stracotte in una cena importante, ma si può gustare pure in tranquillità, accompagnando un formaggio a pasta dura o una semplice zuppa di legumi.

Il territorio, inoltre, offre una suggestiva e articolata progressione di proposte: Valpolicella (vino fresco che matura in acciaio), Valpolicella Superiore, Ripasso (ottenuto dalla rifermentazione del Valpolicella base sulle vinacce residue dell’Amarone e del Recioto), Amarone, Amarone Riserva (che matura più a lungo) e Recioto (che è un vino passito). Ciascuna di queste specialità occupa il suo specifico “gradino” ed è davvero molto interessante scoprire la varietà di interpretazioni che ciascun produttore propone. È vero: alcune cantine inciampano per via di qualche “salto di gradino” tra una tipologia e l’altra, con una confusione di stili che può disorientare i consumatori più avvertiti. Si registra tuttavia una linea di tendenza nuova e positiva: la valorizzazione del terroir, specie nei Valpolicella e nei Valpolicella Superiore, due tipologie previste dal disciplinare che non prevedono elaborazioni complesse e, per questo, possono esprimere meglio le caratteristiche della denominazione e la varietà delle uve utilizzate.

Bisogna ricordare infatti che le varie tipologie – fino all’Amarone – nascono da un blend di uve – di norma Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, tutte a basso contenuto di tannino – che concorrono alla composizione del vino in percentuali diverse. Le tante miscele selezionate dai produttori favoriscono così una piacevole varietà di versioni ed esaltano la differente identità delle cantine. Insomma, l’esplorazione della Valpolicella permette agli enoappassionati di scoprire una grande varietà di stili e di proposte, con una qualità media molto alta: ciascuno può trovare l’Amarone o il Valpolicella a misura del proprio gusto. L’esperienza nel territorio offre poi molto altro. Prima di tutto l’elemento paesaggistico: costituita da valli che si sviluppano in direzione nord-sud, la Valpolicella appare come un ventaglio di vallate che si spingono da Verona verso i Monti Lessini, delimitate ad est dal Lago di Garda.

Il paesaggio, prevalentemente collinare, comprende, oltre alla zona classica, anche la Valpantena, intorno a Grezzana, con picchi che arrivano ai 700 metri. Per dormire e mangiare bene c’è l’imbarazzo della scelta: il Musella Wine Relais a San Martino Buon Albergo, l’agriturismo di Villa Spinosa a Negrar, Villa Quaranta, hotel e ristorante della famiglia Tommasi, Ca’ dei Maghi, hotel e ristorante a Fumane, Ca’ del Moro, Wine Retreat e locanda nel borgo di Erbin, in Valpantena. Ultima ma non ultima c’è, poi, Verona, una città-salotto, elegante e sensuale, ricca di attrattive culturali e di offerte gastronomiche. Per chiudere in bellezza una visita indimenticabile.

I NOSTRI MIGLIORI ASSAGGI

Valpolicella Classico Superiore Doc 2019 – Ca’ dei Maghi
Colore rubino brillante e scarico. Profumi di ciliegia, viuola, pepe verde. Tannini in equilibrio e buona acidità rendono la beva piacevole. Ricco e lungo.

Amarone della Valpolicella Classico Docg 2017 – Lorenzo Begali
Rosso rubino intenso, naso di frutta appassita. Vino secco, pulito, caratterizzato da un giusto equilibrio e da una bella freschezza. Perfetto con una grigliata di carne.

Famiglia Farina Amarone della Valpolicella Classico Docg 2016 – Farina
Colore intenso. Al naso frutta in confettura, frutta rossa matura e abbondante speziatura, con cenni balsamici. Caldo e denso in bocca, buona sapidità e tannini saporiti, con un finale balsamico.

Ciliegio 2016 Amarone della Valpolicella Docg – Collina dei Ciliegi
Rosso granato brillante. Profumi di marasca, spezia dolce, tostatura di caffè, cacao amaro e menta. Vino di pieno corpo ma di inaspettata leggerezza. Finale persistente.

Case Vecie Amarone della Valpolicella Classico Docg 2015 – Brigaldara
Rosso rubino. Corredo aromatico fine, dominato dal frutto maturo, dalle spezie dolci e dai fiori recisi. Bocca succosa, fresca e gentile.

Amarone della Valpolicella Classico Docg 2013 – Secondo Marco
Vino raffinato, nulla da spartire con le versioni più muscolari. Al naso frutto maturo, macchia mediterranea, erbe aromatiche, fiori secchi, sottobosco. Sorso agile, secco e asciutto, bocca saporita e avvolgente. Finale ammandorlato.

Albasini Amarone della Valpolicella Classico Docg 2013 – Villa Spinosa
Vino fine ed elegante, senza eccessi retorici. Colore rubino intenso. Al naso profumi complessi di uve appassite e di note speziate. Frutto integro e vitale. Palato morbido ma giocato sulla freschezza e la sapidità. Risulta magro, piacevole e lungo.

Monte Danieli Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2013 – Corte Rugolin
Colore rosso granato. Profumi e aromi di frutta cotta, prugne secche, amarene sotto spirito, tabacco e rabarbaro. Bocca avvolgente ed elegante. Longevo.

Sant’Urbano Amarone della Valpolicella Classico Docg 2016 – Speri
Colore impenetrabile. Profumi di frutti surmaturi rossi e neri, fiori secchi, cioccolato, china e pepe. Sorso ricco, materico, consistente e pieno. Finale di china e cacao.

Ca’ Florian Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2012 – Tommasi
Vino sontuoso. Colore ricco, meraviglioso, profondo. Profumi: marmellata di ciliegia, note balsamiche, cioccolata, china, erbe medicinali. Sorso pieno e glicerico con una bella acidità.

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