Tira dritto Nunzia Alessandra Schilirò, vicequestore della Criminalpol e protagonista di un feroce intervento contro il green pass sul palco di piazza San Giovanni a Roma sabato scorso. Sostiene di non essere pentita per quanto affermato. Lo ribadisce in un’intervista rilasciata a Repubblica, in cui afferma che il certificato verde “viola gli articoli della prima parte della Costituzione. E se una legge è illegittima ho il dovere di dirlo proprio perché sono una rappresentante dello Stato. Sono una poliziotta. Non ho commesso alcun reato“.

La vicequestore di Roma non fa quindi un passo indietro, nonostante il dipartimento abbia aperto nei suoi confronti un’azione disciplinare. Continua ad andare al lavoro, dove però, racconta, non trova un ambiente collaborativo e accogliente. “Alcuni colleghi non mi salutano più, mi vedono come un mostro. Per altri sono un’eroina. Non mi sento né l’uno, né l’altra“, spiega la poliziotta.

“Mi ispiro a Ghandi”

L’agente, 43 anni, è consapevole di rischiare il posto per quanto affermato dal palco della piazza romana. Ma non accetta che debba pagarne le conseguenze per ciò che ha detto in qualità di libera cittadina, che non indossava la divisa. “Stavo esercitando il mio diritto di espressione. Sono conosciuta come poliziotta perché la stessa amministrazione mi ha mandata per anni in televisione a rappresentarla per le indagini che ho svolto. Adesso mi indicano come una terrorista. È assurdo, io sono una pacifista e mi ispiro a Ghandi“, sottolinea al quotidiano diretto da Molinari.  Schilirò è convinta che il lasciapassare voluto dal governo sia uno strumento di discriminazione e lo ribadisce avvelendosi dell’articolo 54 della Costituzione. Di fronte al giudice, la poliziotta, che ha lasciato l’avvocatura per servire lo Stato, si appellerà quindi alla Costituzione e al principio di libertà di espressione.

La carriere politica

Alla domanda sulla somministrazione del vaccino, Schilirò non risponde perché “viola la mia privacy”. E poi sottolinea: “Diciamo che potrei ottenere il Green Pass con facilità. Ma non voglio una tessera che certifica il mio stato di salute se devo andare al cinema o a cena in un ristorante“. Ma la poliziotta non sostiene di essere a favore o contraria del vaccino e, in principio della libertà, non andrà da nessuno a dire di non vaccinarsi. “Non scherziamo”, chiosa.

La 43enne sta pensando al suo futuro e a cosa farà in caso di sospensione dal posto di lavoro. E afferma di prendere in considerazione l’ipotesi di lasciare la polizia. “Sono molto sofferente e delusa dal trattamento che mi ha riservato l’amministrazione“, afferma. E a chi chiede le sue dimissioni, l’agente risponde: “Non ho foraggiato alcun atteggiamento di violenza e se le mie parole sono state travisate di questo posso solo dispiacermi. Incolparmi degli scontri è pura fantascienza“.

Alle voci di un probabile ingresso nel mondo della politica, che la cerca, Schilirò è ferma sulla sua posizione: adesso non rientra nelle sue priorità. Ma non è detto che un domani ci penserà.

 

Redazione