"Restituire rappresentanza agli italiani"
Nuova legge elettorale, capolista bloccato e fino a tre preferenze: le proposte di FdI, Noi Moderati e Unione di Centro
Conto alla rovescia, siamo entrati nella fase saliente della legge elettorale. Scade oggi, a mezzogiorno in punto, il termine per gli ordini del giorno. Consegnati ieri, invece, tutti gli emendamenti. Come ampiamente preannunciato nelle scorse settimane, Fratelli d’Italia – con Noi Moderati e Unione di Centro – ha calato sul tavolo il suo poker d’assi. Ora le fatidiche preferenze sono state presentate, e al momento non sono state sottoscritte dagli altri alleati di governo Lega e Forza Italia. “Ad eccezione del capolista”, si premette nell’emendamento, “l’elettore può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista”. Il voto di preferenza, si legge, si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato prescelto. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista. Nel testo si chiarisce anche che il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista.
Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto, infine, in più collegi plurinominali e non come capolista, è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto la maggiore cifra elettorale individuale percentuale di collegio plurinominale.
I promotori di via della Scrofa del testo hanno ricordato come l’emendamento presentato, a dimostrazione della volontà di promuovere una modifica costrittiva della legge, con alleati e non, rispecchi anche precedenti proposte delle opposizioni. Le preferenze già scritte, infatti, sono presenti nell’attuale legge per le regionali in Toscana, un sistema fortemente voluto dalla sinistra.
Secondo quanto riferito, le altre forze politiche di maggioranza si stanno ora riunendo per approfondimenti interni in merito ma “l’auspicio” – ha detto il deputato e responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli – è che l’emendamento “sia sostenuto da tutto il centrodestra”.
“La legge elettorale che la Camera si appresta ad esaminare deve garantire stabilità, ma anche una rappresentanza autentica”, sostiene il Senatore Antonio De Poli, segretario nazionale dell’UDC, da subito favorevole a reintrodurre le preferenze. “Vogliamo restituire agli italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti”, perché “chi crede nella qualità dei propri candidati non dovrebbe temere il giudizio degli elettori”. Il ragionamento non fa una piega. Da tempo anche in queste pagine sosteniamo come le preferenze siano uno strumento fondamentale per rafforzare il legame tra eletti e territori, per combattere l’astensionismo e, anche, per responsabilizzare chi siede in Parlamento. Nel frattempo, il centrodestra ha presentato un emendamento unitario per ridurre le circoscrizioni Estero: diverrebbero così due circoscrizioni per la Camera e una per il Senato. Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, è ottimista, “il centrodestra sta facendo una sintesi sulla legge elettorale”. Ora i giochi si spostano in Aula. Chi vivrà vedrà.
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