Le prossime due settimane, con i loro dati sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Italia, saranno decisive per la possibilità di riaprire i confini regionali. Come noto infatti fino al 15 febbraio è vietato tra le regioni, anche se in fascia gialla, se non per motivi di lavoro, salute e urgenza.

Una riapertura interna che attualmente resta in bilico: dopo gli assembramenti visti nel week end in tutta Italia (anche nelle regioni arancioni), il ministro della Salute Roberto Speranza ha tuonato avvertendo che “zona gialla significa scampato pericolo, serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane”.

Nonostante la “voce grossa” arrivata da Speranza e dal coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo, se l’indice Rt continuerà a rimanere sotto l’1 (nell’ultimo monitoraggio settimanale era a 0,84), appare possibile che il governo possa dare l’ok agli spostamenti anche per altri motivi oltre ai tre già noti, come per esempio il turismo. Sarebbe di fatto un via libera alle vacanze e gite fuori porta.

Una possibilità in parte già prevista attualmente, come specificato nelle ultime Faq pubblicate dal governo in cui si consente di “di fare rientro alla propria residenza domicilio o abitazione senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette seconde case”, anche un’altra regione o provincia autonoma o anche da o verso le zone arancione o rossa, ma “solo coloro che possono comprovare di aver effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge 14 gennaio 2021”.

All’eventuale riapertura agli spostamenti tra regioni per motivi di turismo dovrà far seguito anche il ‘dibattito’ sugli impianti sciistici, col 15 febbraio come data attualmente segnata per la ripartenza. Questa settimana è attesa dal Cts le linee guida delle Regioni per evitare gli assembramenti negli impianti, testo che dovrà essere convalidato dal comitato.

Sempre a proposito di sport, il prossimo Dpcm (quello attuale scade il 5 marzo) potrebbe segnare anche il parziale ritorno alle attività sportive. Si parla infatti della possibilità, se i numeri dell’epidemia resteranno come quelli attuali o in ulteriore miglioramento, di una riapertura per piscine e palestre.

Infine, come previsto dal Dpcm, dal 15 febbraio sarà consentito lo svolgimento dei concorsi banditi da pubbliche amministrazioni. Concorsi con un paletto ben preciso: potranno essere svolti solo quelli con un numero di partecipanti non superiore a trenta per ogni sessioni di prova.

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.