L’Austria diventa il primo Paese all’interno dell’Unione Europea ad approvare l’obbligo vaccinale. Il parlamento ha approvato l’introduzione del farmaco obbligatorio contro il covid-19. La misura entrerà in vigore il 4 febbraio. La misura è stata approvata dopo quattro ore di dibattito in aula con una larga maggioranza: i deputati hanno votato 137 a favore, 33 contro.

Il ministro della Salute Wolfgang Mückstein, che aveva presentato il disegno di legge, sostenuto anche dai Social democratici dell’opposizione, aveva definito il vaccino come un atto di solidarietà e un “grande e, per la prima volta, anche un duraturo passo” nella lotta alla pandemia. “Questo è il modo in cui possiamo riuscire a sfuggire al ciclo di aperture e chiusure, di lockdown”. Ha definito la legge urgente e necessaria in questo momento.

Destinatarie delle misure soltanto le persone adulte: tutti i residenti con età pari o superiore a 18 anni. Previste esenzioni per le persone in gravidanza, che per motivi tecnici non possono essere vaccinate o che si sono da sei mesi riprese da un’infezione da coronavirus. La coalizione di governo del cancelliere Karl Nehammer ha collaborato con due dei tre partiti di opposizione in Parlamento al piano di attuazione dell’obbligo. La popolazione austriaca è tra le meno vaccinate in Europa: fermo al 72% il tasso delle immunizzazioni. Il governo aveva intanto istituito la lotteria dei vaccinati per dare un’accelerata alla campagna vaccinale con premi da 500 euro.

La Francia intanto ha deciso di abolire parte delle restrizioni da febbraio: dal 2 febbraio fine dell’obbligo di indossare la mascherina negli spazi aperti, non più obbligatori tre giorni di smart-working alla settimana anche se resta la raccomandazione di lavorare da casa, riapertura delle discoteche a partire dal 16 febbraio, di nuovi possibile assistere in piedi ai concerti. Via inoltre alla somministrazione della terza dose per la fascia dai 12 ai 17 anni. Circa l’80% della popolazione è vaccinato. Da lunedì entrerà in vigore il super green pass, sul modello italiano, per accedere a bar, caffè, cinema e treni a lunga percorrenza. Il Regno Unito ha cominciato il suo passaggio a una nuova fase, di convivenza, con la revoca delle restrizioni come lo smart working e l’obbligo delle mascherine nelle scuole.

Dell’obbligo vaccinale si continua a discutere anche in Italia, che lo ha introdotto per gli over 50, e al momento restano in vigore le misure imposte tramite il Green Pass base e il Green Pass Rafforzato. Da oggi in Italia è scattato l’obbligo della certificazione base per andare dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici. Lo stesso documento necessario per accedere ai colloqui in carcere.

Domani sarà firmato il Dpcm dal Presidente del Consiglio Mario Draghi con la lista di negozi dove dal primo febbraio non sarà obbligatorio avere il Green Pass. Il certificato servirà dal primo febbraio per accedere a “Pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari”. Non sarà necessario a chi dovrà accedere alle stazioni dei carabinieri, in un commissariato per presentare una denuncia o comunque svolgere un atto “indifferibile”, così come per partecipare a un processo in tribunale.

Dal primo febbraio il Green Pass sarà valido sei mesi. E l’obbligo scatterà anche per i negozi, dei quali si sta stilando la lista. Dal tabaccaio servirà il Green Pass base. Esclusi negozi al dettaglio e supermercati per acquistare generi alimentari, negozi che vendono surgelati, pescherie, bevande, rappresentanti di ittica, mercati rionali, così come non sarà necessario per farmacie, parafarmacie, negozi che vendono prodotti igienico sanitari e ottici. Esclusi anche librerie ed edicole all’aperto, negozi che vendono generi alimentari per la cura degli animali. Non richiesto il Green Pass neanche per acquistare carburante per veicoli e motoveicoli ma anche per prodotti per il riscaldamento come pellet, legna e combustibili.

Situazione stabile nel bollettino quotidiano: 188.797 nuovi casi e 385 morti con tasso di positività al 17%. Quasi tre milioni gli attualmente positivi in Italia. Aumentano le terapie intensive, circa 10 in più con 155 ingressi al giorno, e salgono a 1.689, mentre i ricoveri ordinari crescono di 159 unità, 19.659 in tutto.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.