Il Consiglio dei ministri riunitosi alle 15 del 5 gennaio 2022 ha approvato all’unanimità il nuovo decreto legge Covid. Il nuovo decreto inserisce l’obbligo vaccinale per i 50enni ed estende il super green pass a diverse categorie e attività. La Lega alla fine ha votato a favore dopo la mediazione trovata dal premier Mario Draghi che permette i fruitori di servizi come negozi, banche, parrucchieri ed estetisti l’uso del certificato verde base.

“Queste decisioni sono state prese per ridurre le ospedalizzazioni”, ha specificato al termine della riunione il ministro della Salute Roberto Speranza che ha anche sottolineato come “due terzi dei ricoverati non hanno il vaccino”. Quella di Speranza è la linea di Draghi che durante la riunione a Palazzo Chigi ha spiegato ai più riluttanti tra i membri del suo governo che il decreto appena varato serve per “preservare gli ospedali e mantenere aperte le scuole e le attività economiche”. Per questo l’intervento del governo sull’obbligo riservato agli over 50 è stato preso “per ridurre la pressione sugli ospedali” da parte delle fasce di popolazione considerate più a rischio. Un’esigenza, specificata più volte in questi giorni, per evitare che i numeri sulla crescita del Pil (che si attesterebbe tra il 6,3 e il 6,5%) non vengano messi in discussione dalla recrudescenza del virus.

Obbligo di vaccino per gli over 50

Dunque dopo una lunga discussione il governo ha deciso di varare l’obbligo di vaccinazione per gli over 50 che non lavorano (fino al 15 giugno) e dal 15 febbraio, l’obbligo di super green pass (che viene dato a chi è vaccinato o guarito dal Covid) per tutti gli over 50 sui luoghi di lavoro pubblici e privati.

Nel decreto si legge che l’obbligo vaccinale si applica a tutti i residenti in Italia, anche cittadini europei e stranieri, e prevede eccezioni per casi di “accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal medico vaccinatore”.

Dove sarà obbligatorio il Green Pass base?

Fino al 31 marzo, secondo un compromesso raggiunto nel consiglio dei ministri (e la decisa opposizione della Lega), dovranno avere il green pass base:
– lavoratori e clienti dei servizi alla persona (estetisti, parrucchieri: l’obbligo scatta dal 20 gennaio)
– i lavoratori e clienti di servizi commerciali (come le banche: dal 1 febbraio al 31 marzo)
– i lavoratori e clienti di negozi e centri commerciali (dal 1 febbraio al 31 marzo)
– i lavoratori e gli utenti di uffici pubblici, Comuni, Province, Regioni (dal 1 febbraio al 31 marzo)
– i lavoratori e utenti di servizi pubblici (Poste, Inps, Inail: dal 1 febbraio al 31 marzo).
Non è prevista la necessità di avere il green pass base per lavoratori e clienti dei negozi di alimentari e farmacie.

“Altro risultato importante è che si è esteso il Green pass a tutto il mondo dei fruitori dei servizi, pubblici e privati. Per andare in banca occorrerà avere il green pass, per andare dal notaio, alle Poste, all’Inps, all’Inail, occorrerà avere il green pass, quindi quasi dappertutto eccetto per andare a comprare il cibo”. Lo ha detto il ministro per la P.a. Renato Brunetta al termine del Cdm, sottolineando che questa introduzione del “green pass standard per tutti i fruitori dei servizi è un risultato straordinario”.

Lo smart working

Novità anche per lo smart working : è stata firmata dai ministri per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Lavoro, Andrea Orlando, una circolare per sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e i datori di lavoro privati a usare pienamente gli strumenti di flessibilità che le discipline di settore già consentono sul ricorso allo smart working.

Le nuove regole per la scuola

“Anche nel caso della scuola è stata una discussione molto articolata e molto serena, che si è conclusa con l’unanimità. La scelta di d’fondo è che si torni a una scuola in presenza e in sicurezza”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi parlando con i cronisti davanti a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri. Le misure, ha spiegato, “sono divise in base alle fasce d’età e delle condizioni vaccinali“.

“Nelle scuole secondarie di primo grado e nelle scuole secondarie di secondo grado e nel sistema di istruzione e formazione professionale fino a due casi di positività nella classe, si applica alla medesima classe l’autosorveglianza con l’utilizzo di mascherine di tipo FFP2 e con didattica in presenza; con tre casi di positività nella classe, per coloro che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario da meno di centoventi giorni, che non siano guariti da meno di centoventi giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo, si applica la didattica digitale integrata per la durata di dieci giorni, per gli altri soggetti, che diano dimostrazione di aver effettuato il ciclo vaccinale o di essere guariti nei termini summenzionati, si applica l’autosorveglianza con l’utilizzo di mascherine di tipo FFP2; con almeno quattro casi di positività nella classe, si applica alla medesima classe la didattica digitale integrata per la durata di dieci giorni“. E’ quanto si legge nella bozza sulle nuove misure anti-Covid, in discussione nel Cdm.

Nelle scuole primarie “in presenza di un caso di positività nella classe, si applica alla medesima classe la sorveglianza con test antigenico rapido o molecolare da svolgersi al momento di presa di conoscenza del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni; in presenza di almeno due casi di positività nella classe, si applica alla medesima classe la didattica digitale integrata per la durata di dieci giorni“.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.