La spinta arriva da esperti ma anche da esponenti di governo: a settembre si fa sempre più strada l’ipotesi di estendere l’obbligo vaccinale ad altre categorie, anche perché i “buchi” nella copertura di alcune fasce d’età è ancora preoccupante.

A fissare una data e una soglia è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervista oggi da La Stampa: “Se entro il 15 settembre non avremo superato la soglia dell’80% di popolazione che ha avviato il percorso di immunizzazione, dovremo valutare la possibilità di una forma di obbligo”.

Un obbligo che non verrebbe applicato in maniera indiscriminata ma “si potrebbero andare a toccare solo le fasce d’età che rischiano di più. Qualcuno ha parlato di over 50, ma io andrei a proteggere chi ha più di 40 anni”.

GLI ESPERTI FAVOREVOLI – Anche gli esperti sono convinti che, senza obbligo vaccinale, l’immunità di gregge non verrà mai raggiunta nel Paese. Per Guido Rasi, microbiologo dell’università di Roma Tor Vergata e consulente del Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo, “non prevedere l’obbligo vuol dire difendere la libertà di infettare anziché il diritto di curarsi”, anche perché “ormai non ci sono più scuse, è dimostrato che i vaccini funzionano”.

Sulla stessa linea Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all’ospedale universitario di Pisa, secondo cui “la scelta di vaccinarsi ormai non riguarda più solo l’ambito individuale. Qui siamo di fronte a un problema di sanità pubblica”. 

L’OBIETTIVO 80% – Il problema che deve affrontare il governo, Draghi e Figliuolo in testa, è che nel mese di agosto l’andamento della campagna di vaccinazione ha fatto registrare numeri in forte calo. Dal 16 al 22 sono stati somministrati 1.412.151 vaccini, con una media di appena 200mila inoculazioni giornaliere. 

Ad oggi gli italiano over 12 anni completamente immunizzati sono quindi 36.354.666, pari al 67, 31% della popolazione avente ‘diritto’. Mancano all’appello quel 13% che garantirebbe, anche se la scienza non è completamente d’accordo sul tema, l’80% preso come base per l’immunità di gregge.

L’ESTENSIONE DELL’OBBLIGO – A proposito di obbligo vaccinale, l’altro sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ribadisce che per aumentare la quota di vaccinati il mese di settembre sarà “decisivo, capiremo qual è la quota dei No vax e quale quella dei cittadini che si possono ancora convincere”. 

L’ipotesi? Estendere l’obbligo già deciso per insegnanti e personale sanitario ad altre categorie: in prima fila ci sarebbero i dipendenti pubblici, sulla scia di quanto fatto dalla città di New York per i suoi 340mila dipendenti, compresi insegnanti e agenti di polizia. 

Redazione