Dopo Omicron, la variante del Covid che corre veloce e che nell’ultimo mese ha fatto schizzare il numero dei contagiati, In Italia arriva una nuova sotto variante: si chiama Omicron 2, alias lignaggio BA.2. Non è chiaro dove sia comparsa per la prima volta: le prime sequenze sono state inviate da Sudafrica e Filippine e la maggior parte dei campioni è stata caricata dalla Danimarca, che però è una delle nazioni che sequenzia numericamente di più.

Gli scienziati l’hanno subito ribattezzata “La variante invisibile” perché è di difficile identificazione: non presenta la “delezione del gene S” caratteristica di Omicron BA.1: per trovarla, quindi, è necessario sequenziare tutti i campioni e questo implica una capacità di laboratorio che non tutti i Paesi hanno. La mancanza del gene S, invece, è quella che permette di sospettare l’appartenenza di un campione alla variante Omicron del tipo “classico” direttamente dal tampone (senza sequenziamento, che viene fatto successivamente).

Quali sono i sintomi e gli effetti di Omicron 2

Attualmente i dati sono pochi per definire se questa nuova variante sia diversa da omicron per quanto riguarda sintomi ed effetti. Non è chiaro se sia maggiormente trasmissibile o abbia un vantaggio di evasione immunitaria. Dai primi dati sembra che non sia differente per gravità rispetto a omicron. BA.2 condivide 32 mutazioni con BA.1, ma presenta anche 28 mutazioni uniche. E in tutto ha 70 mutazioni in più rispetto al ceppo originario Wuhan, rispetto alle 53 di BA.1.

I vaccini sono efficaci contro Omicron 2

Alcune analisi suggeriscono che le mutazioni Spike abbiano un impatto abbastanza minimo sull’antigenicità rispetto a BA.1 (l’omicron originaria) e che quindi le differenze nell’efficacia dei vaccini contro BA.2 rispetto a BA.1 siano trascurabili. I primi studi dall’Imperial College dicono che l’efficacia vaccinale verso casi sintomatici è preservata, anzi leggermente più alta per BA.2 rispetto a BA.1. È anche altamente probabile che l’infezione da BA.1 dia una discreta reattività crociata contro l’infezione da BA.2.

Il picco di Omicron è già stato raggiunto in alcuni paesi dell’Europa e molti scienziati ritengono che la nuova variante invisibile da sola non possa provocare altre ondate potrebbe però sostituire lentamente la BA.1 nei prossimi mesi, ma i dati su contagiosità e letalità sono davvero limitati (visto anche la difficoltà a intercettare la sotto-variante), quindi è necessario continuare a indagare.

Certo è che in Danimarca sembrerebbe prevalente rispetto all’Omicron BA1. Anders Fomsgaard, virologo presso lo State Serum Institute danese, ha dichiarato che ora nel paese rappresenta circa il 65% dei nuovi casi. Allo stesso tempo, ha rassicurato: “Non siamo così preoccupati, dal momento che finora non vediamo grandi differenze nella distribuzione per età, stato vaccinale, reinfezioni e rischio di ricovero. Inoltre, nonostante l’alto tasso di infezione di BA. 2, il numero dei ricoveri in terapia intensiva sta diminuendo”, ha detto come riportato dal Corriere della Sera anche se il picco in Danimarca non è stato raggiunto.

Omicron 2 è arrivata anche in Italia

Nel nostro Pese è stata sequenziata per la prima volta in Liguria: a darne comunicazione il Policlinico San Martino. Due i casi accertati: uno dopo il sequenziamento di routine al San Martino, il secondo invece è emerso dal sequenziamento di un campione derivante dal monitoraggio nazionale, che coinvolge il laboratorio di Igiene diretto dal professor Giancarlo Icardi. Sono già stati depositati su Gisaid anche casi di BA.2 provenienti dal nostro Paese: 3 in Lombardia, 3 in Piemonte, 2 in Liguria e 1 in Campania.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.