Una flebile luce infondo al tunnel sembra intravedersi. È “plausibile” che con Omicron l’Europa “si stia avviando alla fine della pandemia”. Lo ha detto il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge. Secondo la sua analisi Omicron, che potrebbe contagiare il 60% degli europei entro marzo, ha avviato una nuova fase della pandemia di Covid-19 nella regione che potrebbe concludersi con la sua fine.

Intanto in Italia calano i casi e i decessi Covid, così come il tasso di positività su tamponi (complice anche il numero inferiore di test processati nel fine settimana) ma le ospedalizzazioni si mantengono in aumento, segno che la presa del virus è ancora forte. Il bollettino ministeriale certifica una riduzione delle infezioni nel nostro Paese con: 138.860 nuovi casi contro i 171.263 del giorno prima per un totale di 9.923.678 da inizio pandemia. Calano anche le vittime, anche se rimangono su numeri molto alti: 227 quelle comunicate contro le 333 del giorno prima e 143.523 da quando tutto è iniziato.

Meno di un milione i tamponi processati, con 933.384 test in 24 ore e un tasso di positività che si attesta al 14,9%, un punto e mezzo percentuale meno rispetto al giorno precedente. Il dato peggiore resta ancora quello delle ospedalizzazioni che vedono un saldo in aumento nelle terapie intensive a +9 per 1.685 in totale con 132 nuovi ingressi. In aumento anche i ricoveri in area medica a +185 per un complessivo di 19.627. In calo il numero dei guariti con 131.303 casi contro i 148.756 del giorno prima, il dato porta a oltre 7 milioni i guariti nel nostro Paese.

In frenata però l’aumento degli attuali positivi con 10.957 nuovi casi in 24 ore contro i 28.246 del giorno prima: a oggi sono 2.734.906 le persone alle prese con il virus di cui 2.713.594 in isolamento domiciliare. La curva della pandemia potrebbe dunque essere in discesa, ma ancora è tutto da vedere. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità infatti, “Omicron è meno grave rispetto a Delta, ma è sempre un virus pericoloso. Le persone che si infettano con Omicron possono essere asintomatiche, ma possono anche sperimentare sintomi severi, fino alla morte”, come ha ricordato l’epidemiologa Maria van Kerkhove, funzionaria dell’Oms, in un’intervista alla Bbc.

Il ritorno alla normalità è dunque ancora lontano, ma in Europa tanto basta per tentare di riaprire ai viaggi. Secondo il quotidiano spagnolo El Paìs, l’Ue si avvierebbe a modificare le regole di viaggio tra i diversi Paesi, non basandosi più sulla mappa dei contagi. “Il Consiglio dell’Ue dovrebbe approvare martedì la rimozione della mappa dei contagi come guida per l’istituzione di limitazioni agli spostamenti tra Paesi”, scrive il quotidiano, sottolineando che il cambiamento mira a facilitare la mobilità tra gli Stati. L’imposizione di misure come un test Covid-19 negativo o la quarantena, non dipenderà più dalla provenienza geografica del viaggiatore, ma dallo stato del suo certificato Covid. (Fonte:LaPresse)

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.