Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Prato per la morte di Luana D’Orazio, 22enne morta mentre lavorava in un’azienda tessile a Montemurlo (Prato) lunedì mattina. Si tratta di Luana Coppini, 58 anni, titolare dell’orditura dove è avvenuto l’incidente mortale e Mario Cusimano, 59 anni, addetto alla manutenzione del macchinario dove è stata “risucchiata” Luana.

Le iscrizioni al momento sono ritenute dalla procura “un atto dovuto” e sono legate in particolare agli accertamenti tecnici in corso per valutare il funzionamento dei dispositivi di sicurezza del macchinario, un orditoio, in cui è rimasta incastrata e stritolata la 22enne pistoiese, mamma di un bambino di 5 anni.

Il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi, riguardo l’inchiesta sulla morte della 22enne, ha precisato di essere al lavoro “per capire se e cosa non abbia funzionato nel macchinario, compresa la fotocellula di sicurezza. Abbiamo ricevuto i rilievi e nelle prossime ore nomineremo dei periti per gli accertamenti tecnici sui documenti raccolti dalla polizia giudiziaria”. 

Resta infatti da capire se esistessero nell’azienda, con 18 dipendenti, dei meccanismi di sicurezza che avrebbero dovuto bloccare il macchinario, ma anche quali sono i piani di sicurezza previsti dall’azienda e le circostanze sulle presenze dei colleghi al momento dell’incidente.

I due orditoi, quello che ha generato l’incidente mortale ed uno identico, poco distante, che sarà utilizzato per compiere dei confronti tecnici, sono stati sequestrati. Nelle prossime ore è stata fissata l’autopsia sul corpo della 22enne, disposta dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti.

Secondo i primi accertamenti avviati della Procura, scrive La Stampa, sarebbe stata “rimossa dall’orditoio la saracinesca protettiva, un meccanismo destinato a prevenire infortuni sul lavoro“.

L’incidente era avvenuto in mattinata poco dopo le 11.30. Luana stava lavorando a un orditoio quando era rimasta agganciata nel rullo e poi inghiottita dal macchinario. Nello stabilimento, a un’altra macchina, stava lavorando un altro operaio che però era girato di spalle e non ha visto il momento dell’incidente. È stato lui il primo a dare l’allarme ma era già troppo tardi, Luana era già stata straziata tra i rulli.

Sull’ennesima ‘morte bianca’ è intervenuto questa mattina anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando che, a MattinoCinque, su Canale5, ha definito la vicenda di Prato “non un caso isolato, ogni giorno sul lavoro muoiono 3 persone: se questa vicenda riuscirà a scuotere la coscienza del Paese sul tema potremmo fare un passo avanti. È una vicenda straziante e dobbiamo usarla per costruire condizioni migliori: bisogna investire nella sicurezza, più prevenzione significa meno morti e invalidità”.

Il sogno di Luana, che a 17 anni ha avuto il suo bambino, cresciuto assieme grazie all’aiuto dei genitori, “era il cinema, anche se stava molto con i piedi per terra“, ha raccontato la madre a La Stampa. “‘Mamma sarebbe bello se diventassi famosa’, mi diceva a volte, ma sempre con ironia. E certo mai avrebbe immaginato di diventare famosa morendo sul posto di lavoro”, ha commentato la madre della 22enne morta lunedì.

 

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.