Patrick George Zaki oggi compie 30 anni. In carcere, a Tora, vicino Il Cairo, Egitto, dove a inizio febbraio del 2020 era stato arrestato con l’accusa di propaganda sovversiva. Da allora la sua detenzione viene rinnovata ogni 45 giorni. L’ultima volta lo scorso 2 giugno. Le condizioni dello studente dell’Università di Bologna peggiorano costantemente. Sia fisicamente che psicologicamente. Lo sforzo della società civile e della diplomazia non sono riusciti a ottenere praticamente nulla dal fermo in aeroporto quasi un anno e mezzo fa.

“Sono esausto fisicamente, non posso continuare a stare qui ancora a lungo e mi deprimo ogni volta che c’è un momento importante nell’anno accademico, mentre io sono qui invece di essere con i miei amici a Bologna”. E questo Zaki lo diceva alla madre, durante una visita in carcere, lo scorso dicembre. È il secondo compleanno che lo studente passa in cella, rinchiuso da 494 giorni. Per il suo compleanno la rete “Patrick libero” ha condiviso per la prima volta la registrazione della voce di Zaki che parla della dura lotta delle minoranze e degli emarginati della società per difendere i loro diritti.

“Le prigioni egiziane sono tra le peggiori al mondo, se i familiari gli mandano del cibo il più delle volte non gli viene dato, anzi viene buttato o rubato. Ha problemi a dormire, soffre ancora dolori lancinanti alla schiena. E nell’ultimo mese la sua asma è peggiorata, temiamo a causa del Covid, per il quale non è stato vaccinato”, ha raccontato in un’intervista a Il Corriere della Sera Mohamed Hazem, ingegnere informatico e portavoce della campagna “Patrick Libero”. Non è chiaro se Zaki abbia il covid al momento, di certo l’ha avuto, ha aggiunto Hazem, ed è frustrato e depresso.

Era iscritto al master europeo in studi di genere “Gemma” a Bologna. Lo scorso 11 gennaio il Comune gli ha conferito la cittadinanza onoraria. A  febbraio circa cinquemila persone sono scese in piazza in segno di solidarietà e per chiedere il suo rilascio. Due le iniziative che si terranno in città: oggi, nel pomeriggio, sarà dedicata la mostra “Patrick patrimonio dell’umanità” a Porta Saragozza; il 30 giugno sarà pubblicato il libro “A carte scoperte”, dedicato a Zaki, e realizzato dagli studenti del master in Editoria cartacea e digitale dell’Unibo con ventidue interviste a scrittori e scrittrici italiani come Giuseppe Culicchia, Helena Janeczek, Antonio Scurati, Simona Vinci per “contribuire a mantenere alta l’attenzione su caso dello studente egiziano, ribadendo la forza della libertà di opinione”.

“Cosa serve per far lasciare andare nostro figlio? – si legge oggi, nel giorno del compleanno, sulla pagina social della campagna “Patrick libero” – Abbiamo provato migliaia di volte che è innocente. Ha già passato un anno e quattro mesi in prigione, durante il quale ha mancato il suo 29esimo e il suo 30esimo compleanno e il caso non è cambiato di un centimetro da febbraio 2020. Se c’è qualcosa che bisogna fare o per la quale si sta aspettando, che ce lo dicano e la faremo! Ma, fino ad allora, festeggeremo il suo compleanno, e abbiamo fatto questa torta di compleanno che siamo sicuri lo avrebbe reso molto felice. Patrick, nostro figlio, è con noi ogni minuto e metterlo in prigione per mesi non ce lo farà dimenticare”.

Le accuse sono di istigazione al terrorismo per alcuni post su Facebook. Il caso ha spinto Amnesty International a parlare di “accanimento giudiziario” e a chiedere “un’azione diplomatica” italiana “molto forte” sull’Egitto, compreso il conferimento della cittadinanza onoraria che potrebbe per mettere più pressione su Il Cairo. I post incriminati sarebbero una decina. Tra i reati contestati anche la “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. Per i capi dei quali Zaky è accusato, lo studente rischia 25 anni di carcere. I legali dello studente insistono soprattutto su un aspetto: i post sarebbero stati pubblicati da un account quasi omonimo ma diverso da quello di Zaki.

“Oggi PatrickZaki trascorrerà il giorno dei suoi 30 anni nelle galere egiziane. #Zaki non ha fatto nulla, non ha commesso reati. La sua detenzione è una vergogna per chi crede nei valori umani e nei diritti fondamentali della persona. Auguri, Patrick: non ti lasceremo solo”, ha twittato il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. “Oggi Patrick Zaki compie trent’anni. In cella. Noi chiediamo al governo di applicare l’indicazione unanime del Parlamento e dargli la cittadinanza”, ha scritto su Twitter il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.