Un sondaggio che a questo punto diventa storico per il Partito Democratico. Quello Polimetro di Ipsos, rilevazione settimanale, di Nando Pagnocelli. Lo stesso istituto che ha interrogato gli italiani sul blocco dei licenziamenti e sul Piano Nazionale di Resilienza. Pleonastico osservare come sia soprattutto la corsa dei partiti a fare notizia.

Il Pd sale al 20,8%, segue Fratelli d’Italia al 20,5%, Lega al 20,1%, Movimento 5 Stelle al 14,2%, Forza Italia al 9,2%, Azione al 2,4%, Sinistra Italiana al 1,8%, Italia Viva al 1,8%, + Europa e Italia in Comune al 1,3%, Europa Verde al 1,2%, Altre Liste al 3,8, e i cosiddetti “Piccoli” di destra all’1,1.

Rilevazione quindi storica per il Pd. “Io non credo generalmente all’importanza dei sondaggi – ha detto il segretario Enrico Letta – Ma, santo cielo, erano 4 anni che un sondaggio non dava il Pd primo partito italiano. Allora sarà che a questo sondaggio non ci crediamo, lo mettiamo da parte, però Ipsos non è un sondaggista non credibile, forse è il maggior sondaggista italiano”.

Le intenzioni di voto non cambiano sulle coalizioni con il centrodestra in netto vantaggio al 49,8% rispetto a tutte le combinazioni della sinistra: Centro Sinistra (Pd, Iv, Art.1-Mdp, Si, +Europa, Azione, Europa Verde) al 31,1%, Alleanza Giallo-Rossa (Pd, M5s, Art.1-Mdp, Si) al 38,2%; Centro-Sinistra Allargato (Pd, M5s, Iv, Art1-Mdp, Si, + Europa, Azione, Europa Verde) 45,3%.

Il gradimento del governo si attesta al 68,8%, quello del Presidente del Consiglio al 70,8%. E proprio Draghi cresce fino al nel giudizio positivo sui principali leader del Paese di ben due punti percentuali. Segue l’ex premier Giuseppe Conte al 52,1%, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni al 38,1%, il segretario della Lega Matteo Salvini al 31,5%, il segretario del Pd al 29,1%, il ministro degli Esteri del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio al 27,0%, il Presidente e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi al 26,4%, il leader di Azione Carlo Calenda al 26,7%, il leader di Italia Viva Matteo Renzi all’11,5%.

LICENZIAMENTI – Il 59% degli intervistati ha dato un parere positivo sul blocco dei licenziamenti introdotto lo scorso anno dopo l’esplosione della pandemia, il 18% lo ritiene dannoso per la competitività delle imprese. Sono quindi contrari alla rimozione del blocco il 51% degli intervistati, favorevole il 28%. Il 47% degli italiani ritieni sarà adottata una soluzione di buon senso, il 16% ritiene sarà prorogato per tutti, il 14% ritiene sarà eliminato per tutti.

PNRR – Per quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), al momento il 5% ha seguito con attenzione il tema, il 34% ha appreso solo qualche notizia, il 38% ne ha sentito parlare, il 23% ignora completamente l’argomento. Per gli investimenti il 47% degli italiani sostiene si debba investire sulla salute, il 27% su istruzione e ricerca scientifica, il 22 su inclusione e coesione sociale e territoriale, il 21% su digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, il 19% su rivoluzione verde e transizione ecologica, il 17% su infrastrutture e mobilità sostenibile. Sulla realizzazione dei progetti il 43% è poco o per nulla fiducioso, il 40% molto o abbastanza fiducioso.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.