La Cassazione ieri ha riportato un po’ di luce in una vicenda che non fa onore alla magistratura inquirente: ha stabilito che i tre figli, orfani di Marianna Manduca, non debbano restituire i soldi allo Stato. Li avevano avuti dopo una prima sentenza che riconosceva la responsabilità civile di due pm che operavano nella procura di Caltagirone. Nonostante, la donna avesse denunciato per 12 volte il marito violento, non avevano fatto nulla, nelle loro facoltà, per fermarlo. Il 3 ottobre 2007 la donna viene uccisa dal marito e i tre figli vengono adottati da un cugino. Poi la denuncia nei confronti della procura e il risarcimento. Fino all’Appello, quando i giudici di Messina stabiliscono che quel delitto era “inevitabile”.

Volevano forse dire che anche se la magistratura fosse intervenuta, il marito avrebbe agito lo stesso e che allora c’erano meno strumenti di legge per bloccarlo? Ma è comunque un’ammissione che pesa come una resa dello Stato rispetto ai propri compiti. Pesa come uno stigma nei confronti delle donne che sono state uccise dai mariti: e come se il giudice dicesse che l’essere uccise dall’uomo che dice di amarti è un destino già scritto. E come se dicesse che non c’è scampo, che devi arrenderti, che la tua vita sarà sempre in balìa di quel “mostro” che ha le chiavi di casa. È un’ammissione che lascia di stucco, basite, anche un bel po’ arrabbiate perché una si immagina che lo Stato, rappresentato, in questo caso, dalla procura, debba far valere i tuoi diritti. Non scriviamo appositamente il nome dei magistrati che in primo grado erano stati ritenuti responsabili: sono ancora tanti i rappresentanti delle istituzioni che considerano la violenza normale. Molte cose, è vero, sono cambiate, ma molti pregiudizi restano intatti.

Un nome però lo vogliamo fare, quello di Mario Fresa, il pg della Cassazione, che ha chiesto di levare il risarcimento agli orfani. Nel frattempo Fresa è stato accusato di violenza dalla moglie, una vicenda ancora in corso e per la quale il pg è stato sospeso (se fosse stato un politico, sarebbe stato cacciato a calci…). Anche lui ha avvalorato la tesi del delitto inevitabile. Anche per lui la violenza è normale? Non traiamo nessuna conclusione, restiamo garantiste. Resta l’amaro in bocca per una vicenda che dimostra quanto ancora bisogna battersi perché la lotta alla violenza sulle donne non sia considerata una cosa normale. Ora la parola passa alla Corte d’Appello di Catanzaro. I tre orfani di Marianna Manduca sperano di non dover restituire 259 mila euro. Noi con loro.