Il dolore per la perdita del papà è ancora grande. Ma hanno deciso di riaprire la pescheria che lui aveva aperto a Boscoreale, in provincia di Napoli. Così moglie e figli di Antonio Morione, il pescivendolo ucciso proprio in quella pescheria per sventare una rapina, si sono rimboccati le maniche e hanno rialzato la saracinesca de “Il Delfino”.

La tragedia il 23 dicembre. Quella sera il gruppo di rapinatori aveva svaligiato la pescheria del fratello, sempre a Boscoreale (Napoli), portando via un incasso cospicuo, poi dopo pochi minuti, intorno alle 21.45 di giovedì 23 dicembre, sono arrivati a bordo di un’auto all’esterno della sua pescheria. Un uomo è sceso dall’auto armato di pistola mentre gli altri due complici sono rimasti all’interno del veicolo con il motore acceso e pronti alla fuga. Qualcosa però è andato storto perché mentre il bandito intimava la consegna dei soldi, Morione, 41enne originario di Torre Annunziata che probabilmente era già a conoscenza della rapina subita dal fratello, si trovava all’esterno della pescheria: ha impugnato un coltello e iniziato a squarciare una ruota dell’auto.

Il rapinatore armato di pistola per guadagnare la fuga ha esploso quattro colpi, uno ha centrato in pieno volto il pescivendolo stramazzato al suolo agonizzante tra le urla delle persone presenti, una decina in tutto tra clienti e familiari (presenti anche la moglie e i figli). Mentre il commando fuggiva, sono stati allertati i soccorsi e poco dopo in via Giovanni Della Rocca è arrivata un’ambulanza e una gazzella dei carabinieri della locale stazione di Boscoreale. “Tonio“, così come veniva chiamato da parenti ed amici, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dove è deceduto poco dopo in seguito alle gravi ferite riportate.

La famiglia Morione porta ancora nel cuore il peso di quel lutto. Ma a tre settimane di distanza ha deciso di riaprire e riprendere l’attività. ”Abbiamo deciso di riprendere le attività nel ricordo di mio padre’‘ ha detto all’Ansa Tancredi Morione, per tutti Teddy, uno dei tre figli di Antonio, le altre due sono Noemi e Rebecca, che insieme alla madre Maria e alla giovane fidanzata oggi hanno sollevato la saracinesca dell’esercizio di via Giovanni Della Rocca. ”L’accoglienza della gente è stata molto calorosa, ci serviva per ripartire”, ha detto. A ricordare quanto accaduto lo scorso 23 dicembre, lo striscione posto dai cittadini della zona per invocare giustizia.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.