L'intervista
Piano Casa, 10 miliardi in 10 anni per 100 mila famiglie. Rosso: “Recuperiamo 60 mila case popolari inutilizzabili”
Il Piano Casa ha ottenuto il via libera definitivo del Senato ed è diventato legge dello Stato. Un provvedimento che non risolve l’emergenza con la bacchetta magica punta a rilanciare le politiche abitative attraverso un piano decennale di investimenti pubblici e privati, con particolare attenzione all’edilizia sociale e ai canoni calmierati. Ne parliamo con il senatore Roberto Rosso, vicepresidente vicario del Gruppo di Forza Italia al Senato e responsabile nazionale Casa di Forza Italia, tra i principali promotori della riforma.
Qual è la novità più importante di questa riforma?
«Per la prima volta affrontiamo il tema della casa con una visione strutturale e di lungo periodo. Mettiamo in campo quella che considero la politica abitativa più avanzata mai realizzata in Italia, con circa 10 miliardi di investimenti pubblici in dieci anni, affiancati da capitali privati, per creare 100 mila nuovi alloggi tra edilizia pubblica e canone calmierato».
Su quali pilastri si fonda il Piano Casa?
«Tre. Il recupero dei circa 60 mila alloggi popolari oggi inutilizzabili per mancanza di manutenzione; il Fondo Housing Coesione, che coordina risorse nazionali ed europee; e la collaborazione con il privato, indispensabile per affrontare un’emergenza che il solo intervento pubblico non è più in grado di risolvere».
A chi si rivolge principalmente il provvedimento?
«Alla cosiddetta fascia grigia: giovani, studenti, lavoratori fuori sede e famiglie che non possono accedere all’edilizia popolare ma non riescono a sostenere i prezzi del mercato. Con il modello dell’edilizia integrata offriamo canoni ridotti di circa un terzo, vincoli di lungo periodo e una risposta concreta a un bisogno rimasto troppo a lungo senza soluzione».
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