L’addio di Emma Bonino a +Europa è davvero tale o è piuttosto un arrivederci? Sembrerebbe infatti che la sua dichiarazione di due giorni fa all’Assemblea sia stata più una minaccia rivolta agli interni che un vero sbattere la porta. Ricostruiamo come sono andati i fatti: nessuno vuole parlare ufficialmente ma abbiamo raccolto la stessa ricostruzione da più fonti. +Europa dovrebbe andare a congresso in questi mesi. L’ultimo si è svolto nel 2019.

In questi mesi l’Assemblea ha cominciato a discutere, senza un accordo di maggioranza, delle forme con cui attuarlo, in quanto è impossibile farlo in presenza con circa 2700 iscritti. Un’altra questione su cui è deflagrato il dibattito è stata quella delle iscrizioni: fisiologico che ne arrivino di più a ridosso del congresso, ma la stranezza sta nel fatto che per un problema informatico non è stato possibile risalire ai proprietari delle carte di credito con cui sono state effettuate oltre il 70% delle iscrizioni. Quindi un gruppo ha accusato la tesoreria di aver sottovalutato il problema: è stata solo una mano a effettuare la maggior parte delle iscrizioni o singoli cittadini?

Detto più chiaramente: c’è una manovra di qualcuno per fare iscrivere in massa e portare voti a congresso? Come ha detto Carmelo Palma in Assemblea «+Europa ha solo, in occasione dei congressi, alcune migliaia di “tesserati” che compaiono e scompaiono nel firmamento europeista nel giro di qualche giorno, il tempo di rendere il servizio richiesto – il voto – al proprio capobastone. Il 90% di quelli che, iscrivendosi all’ultimo minuto, accorsero allo scorso congresso (assurto disonorevolmente, ma meritatamente alle cronache come il congresso dei “pullman di Tabacci”) non si sono iscritti l’anno successivo. L’80 per cento delle migliaia di tesserati che altrettanto prontamente si sono iscritti per il congresso che dovrebbe tenersi quest’anno non erano iscritti l’anno precedente».

La questione sta tutta qui e ha portato a una mozione di sfiducia politica nei confronti del Tesoriere Valerio Federico che si è difeso dicendo di non sapere che il programma di iscrizioni «non prevedeva la possibilità di legare la carta di credito al nominativo di chi versa. Ho già avuto modo di riconoscere l’errore di non essermi informato di questa opzione nella fase di acquisizione del programma». Fatto sta che la mozione di sfiducia ha suscitato la profonda contrarietà di Emma Bonino che ha comunicato il suo addio, perché non vuole stare in un partito dove si arriva a sfiduciare un organo.

Dopo due ore ha lasciato anche Benedetto della Vedova: con le sue dimissioni per statuto si è costretti a convocare entro tre mesi il congresso, «è quello che volevamo ottenere – ha detto – Ed io mi ricandido». Quindi con questa mossa Della Vedova ha superato lo stallo che si era formato e va dritto verso nuove elezioni, con non si sa quale regolamento e senza il vaglio di quelle iscrizioni sospette. Così dopo di lui potrebbe rientrare anche Emma Bonino. I malumori restano e non sono di poco conto: Benedetto della Vedova è (è stato) l’unico segretario di Partito con un incarico governativo. Qualcuno si chiede se sia opportuno, dato anche che per il suo ruolo sarà costretto a spostarsi molto. E poi +Europa è davvero il partito nato per distinguersi dagli altri, pronto a lasciare il posto a una ‘giovane’ dirigenza, o soffre anch’esso di poltronismo?