La colpa dei processi lunghi in Italia? Non è degli avvocati. A dirlo sono il 58% degli italiani intervistati in un sondaggio realizzato da Eumetra per il programma di Rete4 ‘Quarta Repubblica’. Solamente il 31% addossa le responsabilità della giustizia lenta agli avvocati, finiti nel mirino del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e soprattutto dall’ex magistrato e membro del Csm Piercamillo Davigo, duramente contestato dai penalisti all’inaugurazione dell’anno giudiziario avvenuta a Milano nelle scorse settimane.

Durante la cerimonia di inaugurazione milanese la riforma Bonafede era stata ‘smontata’ in diversi attacchi. Per la presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Tavassi la nuova norma sulla prescrizione avrà “una ricaduta contenuta” nel capoluogo lombardo, in cui i processi si celebrano a tempo di record rispetto al resto della Penisola.

Parole a cui hanno avevano fatto eco anche quelle del presidente della Anm Luca Poniz, che ha puntato il dito contro “il mondo della politica” che pretende di impartire una “lezione di garantismo” dopo aver introdotto “le più irrazionali ed ingiuste riforme sostanziali e processuali”. “Rifiutiamo la contesa manichea – ha aggiunto – la prospettazione di scenari apocalittici e ancora peggio l’interessata strumentalizzazione politica di questa o quella posizione”.

Più pesanti le considerazioni del procuratore generale Roberto Alfonso: “Non si può sottacere” che la riforma della prescrizione “viola l’articolo 111 della Costituzione – aveva detto – con il quale confligge quanto agli effetti incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo”.