Il 15 di ottobre è arrivato e con esso l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori. La giornata era stata annunciata come di paralisi totale in tutta Italia, con un enorme e preventivo dispiegamento di forze dell’ordine per contrastare le proteste. Alla fine le manifestazioni sono state pochissime e con pochi manifestanti, come è successo anche a Napoli.

In città era stata annunciata un’unica manifestazione promossa dall’Usb davanti alla Prefettura in Piazza del Plebiscito. Ma a manifestare c’erano poco più di una decina di persone per la protesta organizzata dall’Unione Sindacale di Base contro l’introduzione del green pass quale condizione obbligatoria per recarsi al lavoro. “Una misura che riteniamo sbagliata, discriminatoria e lesiva dei diritti dei lavoratori.- spiegano i sindacalisti -. Sbagliata perché non è una misura sanitaria, come dimostra il fatto che anche i vaccinati in possesso del green pass sono potenzialmente veicolo di contagio”.

“Siamo davanti la prefettura di Napoli per dire no al green pass”. Lo gridano con il megafono. “Si obbligano lavoratori ad avere questo green pass che non è una soluzione o una garanzia per i lavori e per i servizi erogati – rimarcano -. Pensiamo ai dipendenti del trasporto pubblico locale, la condizioni degli autobus e treni con e senza pandemia. Dalle aziende di trasporto hanno creato assembramenti tagliando i servizi. Basti pensare – incalzano – alle mancate sanificazioni e igienizzazioni dei mezzi di trasporto pubblico. La soluzione sarebbe un green pass, un tampone a spese del lavoratore? Noi respingiamo questa imposizione che troviamo antidemocratica. Chiediamo il ritiro immediato di questo provvedimento e i tamponi li paghino i padroni non i lavoratori”.

Intanto in città sembra funzionare tutto come al solito, contrariamente a quanto si era ipotizzato fino a poche ore prima. L’elicottero della polizia sorvola la città, le forze dell’ordine presidiano in maniera massiccia la piazza ma alla fine sembra che i napoletani abbiano scelto il green pass. Gli unici disservizi che sono stati segnalati dai manifestanti riguardano l’organizzazione interna per il controllo. “Non ci hanno detto chi e come controllerà i green pass – ha spiegato Marco Sansone, delegato sindacale USB – si tratta di dati privati e non so nemmeno come facciano a sapere chi ha il green pass e chi no. I lavoratori potrebbero essersi tutti tamponati ieri sera e oggi essere normalmente al lavoro”.

Ma è proprio questo che contestano i sindacalisti: “I tamponi devono essere gratis per tutti”, dicono. “La trattativa è aperta, noi siamo fiduciosi perché vediamo che ci sono delle categorie, parto dei portuali che stanno dando un esempio di resistenza e unità. Noi crediamo che il Green Pass possa essere bypassato dalla possibilità di effettuare i tamponi da parte delle aziende perché diversamente diventerà complicato anche se la misura è provvisoria al 31 di dicembre, ma non si può non dare un’alternativa”.

Intanto alla Mostra d’Oltremare sono centinaia i cittadini che oggi si sono messi in fila per la prima dose. Dopo i numeri bassissimi delle ultime settimane le vaccinazioni a Napoli cominciano già a riprendere quota.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.