“L’Italia è un Paese affidabile. E c’è una buona notizia: tutti i pazienti allo Spallanzani sono guariti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in conferenza stampa all’Associazione Stampa Estera.

Il responsabile della Farnesina ha fatto quindi un appello ai corrispondenti presenti in sala, spiegando che all’estero girano “tante notizie errate che stanno danneggiando l’economia e la reputazione della nostra comunità scientifica che sta affrontando in maniera brillante la situazione. Dico ai media di tutto il mondo di attenersi ai bollettini ufficiali della protezione civile, altrimenti si danneggiano i flussi turistici e i brand italiani”. “Siamo passati da un rischio epidemia a una ‘infodemia’ acclarata e in questo momento il rapporto con la stampa estera è preziosissimo”, ha ribadito il ministro.

Per l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle “nessuno vuole minimizzare ma su 7104 comuni, ne sono coinvolti poco più di 10: se guardiano alla mappa possiamo dirci finalmente quale è l’unità di grandezza e l’entità del fenomeno” ha sottolineato Di Maio. “La crisi in Italia è molto limitata, i casi di contagio sono riconducibili ai due focolai, non ce ne sono di nuovi”, ha aggiunto DI Maio. “L’Italia ha fatto 10mila tamponi, non possiamo essere colpevoli di essere uno dei paesi che ha fatto più controlli, come ha detto l’Oms”.

Infine Di Maio ha ricordato che il Governo condanna “le speculazioni che qualche sciacallo sta facendo su gel e mascherine, queste persone saranno punite”. “Stiamo per introdurre con i provvedimenti che a breve verranno approvati misure che servano a calmierare i prezzi di beni come mascherine e disinfettanti. Il tema vero – ha aggiunto Di Maio – è quando servono le mascherine, perchè non sempre ce ne è esigenza”.

OMS: “NUMERI VERI SOLO DA ISS, BASTA PANICO” – Sulla scia del ministro Di Maio anche le dichiarazioni di Walter Ricciardi, consigliere dell’Oms e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza. “I casi positivi al Coronavirus si possono definire solo dopo la conferma dell’Iss ed ora sono circa 190; quelli comunicati dalle Regioni devono essere considerati come casi sospetti. Le Regioni hanno l’obbligo morale di seguire le indicazioni centrali altrimenti si genera il panico collettivo. Se si fossero attenute a questo nelle comunicazioni oggi avremmo 190 casi accertati”, ha spiegato Ricciardi.