Pupo è stato bandito dall’Ucraina. Capitolo minore, secondario a dir poco delle tensioni tra Ucraina e Russia che in questi giorni stanno tenendo in allerta il mondo intero. Comunque una storia singolare, quella del cantante toscano, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, interprete e autore di hit nazionalpopolari immortali come Gelato al cioccolato e Su di noi. Che hanno sempre riscosso grande successo in Russia, dai tempi dell’Unione Sovietica. La definisce la sua “seconda patria”.

“Il ministero degli Esteri italiano mi ha recentemente e ufficialmente informato che il governo dell’Ucraina – ha scritto nella sua rubrica “Dolce un po’ salato” su Il Giorno, Il Resto del Carlo e La Nazione – mi ha inserito nella lista nera, quella degli indesiderati, dei ‘criminali’. In pratica, se mi presento alla loro frontiera, rischio di essere arrestato. Tutto questo perché, l’anno scorso ho partecipato al Festival russo della canzone a Jalta, in Crimea”. Il cantante ha condiviso sui social la sua riflessione.

La Crimea, penisola che permette a Mosca di avere un altro sbocco sul mar nero, è stata invasa dalla Russia nel 2014. L’Ucraina era in quegli anni nel caos per la decisione dell’ex presidente filo russo Viktor Yanukovich di rifiutare un accordo di maggiore integrazione con l’Unione Europea. Esplosero violente proteste di piazza, represse nel sangue, e lo stesso presidente fuggì dal Paese. Da allora esplose anche la crisi nel Donbass, regione orientale dell’Ucraina dove da otto anni le repubbliche autoproclamatesi indipendenti e filo russe, la Repubblica di Donetsk e Luhansk, sono in guerra.

Le tensioni di questi giorni, che stanno portando allo spostamento di truppe russe e degli alleati dell’Ucraina, per l’intenzione di Kiev di aderire alla Nato. La Russia ha posto delle condizioni per scongiurare l’esacerbare delle tensioni: vuole un impegno scritto e la garanzia del non allargamento della Nato con l’ingresso dell’Ucraina e della Georgia, oltre al ritiro degli armamenti della NATO dai Paesi dell’Est Europa che ne sono entrati a far parte dopo il 1997, in particolare Romani a e Bulgaria.

Pupo ha comunque chiosato: “Peccato! Io comunque non mi fermerò. Continuerò a portare la mia musica in giro per il mondo. Dalla Russia all’Australia e ovunque mi sarà data la libertà di cantare le mie innocue canzoni. Per questo, il prossimo aprile, tornerò di nuovo in Crimea. Lo farò con convinzione e senza nessun timore”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.