È un Putin senza freni quello che interviene al Forum Economico di San Pietroburgo. Dichiarazioni shock, quelle del leader russo, che vanno dalle minacce del ricorso ad armi nucleari, passano per le accuse alla Nato e finiscono alle ingiurie antisemite rivolte al presidente ucraino.

In un’ora e diciannove minuti, il discorso più lungo mai pronunciato al Forum economico di San Pietroburgo dove nelle precedenti edizioni si era limitato a discorsi di meno di mezz’ora, Putin ha parlato di tutto, dall’economia al nuovo ordine mondiale, dal gas e il petrolio alla legislazione russa sulle società estere, e ovviamente anche di Ucraina dove, ha velatamente fatto capire, con “un’amministrazione diversa” a Washington la situazione sarebbe potuta essere differente.

Secondo quanto afferma Putin, la Russia avrebbe spostato una prima tranche di armi nucleari in Bielorussia, un deterrente. Putin velatamente minaccia, ricordando che ne ha a disposizione più dei Paesi Nato e non ha intenzione di ridurle. Una minaccia che si aggiunge a quella diretta al centro di Kiev, che Mosca – aggiunge il numero uno del Cremlino – potrebbe colpire e distruggere, esattamente come sta bloccando la controffensiva ucraina e bruciando i carri armati Leopard. Carri che hanno lo stesso destino che avranno, in caso di dispiegamento, gli F-16, elemento di ulteriore coinvolgimento dell’Alleanza atlantica.

Putin ha affermato anche che la Russia potrebbe “distruggere qualsiasi edificio nel centro di Kiev“, ma ha deciso di non farlo “per una serie di motivi”. Lo riporta Ria Novosti. Putin ha aggiunto che gli attacchi alla regione di Belgorod e al Cremlino “sono un tentativo di provocare la Russia a gravi azioni di ritorsione”. ”La Russia  – dice – non ha bisogno di armi nucleari” e le utilizzerà ”solo nel caso di una seria minaccia all’esistenza dello stato russo”.

“Completeremo l’obiettivo entro fine anno”, dice Putin dal palco di San Pietroburgo, relativamente allo spostamento delle armi nucleari. “Vogliono che le riduciamo, bene non lo faremo”, ha spiegato parlando dei tentativi di riprendere i colloqui sulla riduzione degli armamenti. La forniture di armi nucleari a Minsk sarebbero un “elemento di deterrenza, un segnale per chi pensa di infliggere una sconfitta strategica alla Russia”, aggiunge rimarcando che gli Stati uniti hanno creato “un precedente quando hanno usato armi nucleari”.

In merito ai contatti fra la Russia e gli Stati Uniti, Putin ha detto che “praticamente” la Russia non ne ha, ma, ha aggiunto, “non siamo stati noi a rifiutarli”. “Gli Stati Uniti hanno preferito ai contatti con la Russia il rifornimento di armi all’Ucraina. Le bruceremo e dopo vediamo cosa succederà”, ha affermato. Il leader del Cremlino ha ribadito inoltre che Mosca “non ha mai chiuso la porta alla diplomazia”, ma la scelta “è stata dell’Occidente”.

Il leader russo, infine, si è lasciato andare ad esternazioni antisemite, nei riguardi del presidente ucraino. “I miei amici ebrei mi dicono che Zelensky non è un ebreo ma una vergogna per il popolo ebraico“. Secondo il leader del Cremlino, inoltre, il presidente ucraino “sta coprendo i neonazisti con le sue azioni, elevando i successori di Hitler sul piedistallo“.

Tramite il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a margine del Forum economico, secondo quanto riposta l’agenzia Ria Novosti, tuttavia la Russia si sarebbe detta “pronta a negoziare” con gli Stati Uniti sul controllo delle armi nucleari.

In serata, è arrivato il commento Usa alle esternazioni del leader russo. Gli Stati Uniti stanno monitorando da vicino la situazione in Bielorussia dopo l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin di aver trasferito armi nucleari tattiche, ma al momento ”non ci sono motivi validi per cambiare” la posizione americana sul nucleare. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato Usa Antony Blinken, dicendo che ”non c’è alcuna indicazione” che la Russia si stia preparando a condurre una guerra nucleare. Nel corso di una conferenza stampa con il ministro degli Esteri di Singapore Vivian Balakrishnan al Dipartimento di Stato, Blinken ha aggiunto che gli Stati Uniti rimangono impegnati a difendere “ogni centimetro” del territorio della Nato. ”Per quanto riguarda la Bielorussia, questo è solo un altro esempio del fatto che il presidente bielorusso Alexander Lukashenko fa scelte irresponsabili e provocatorie per cedere il controllo della sovranità bielorussa contro la volontà del popolo bielorusso”, ha detto Blinken.

E ancora, “La retorica nucleare russa è altamente irresponsabile”: così la portavoce della Casa Bianca Olivia Dalton durante il briefing a bordo dell’Air Force One, commentando l’annuncio di Vladimir Putin della consegna delle prime testate nucleari alla Bielorussia. Gli Usa, ha aggiunto, non hanno fatto alcun aggiustamento della loro postura nucleare ma riaffermano il loro impegno alla mutua difesa tra Paesi Nato.

 

 

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