Fiducia precipitata in Senato (95 si), dimissioni che verranno annunciate nel secondo round alla Camera (dove potrebbe arrivare l’ennesima fiducia risicata), in programma a partire dalle 9 di giovedì 21 luglio, e confermate nel corso della giornata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Addio “patto di fiducia“, addio governo guidato da Mario Draghi. La politica è un fallimento che prova a rinnovarsi con le prossime elezioni, in programma dopo l’estate, per la precisione domenica 25 settembre.

Cinque Stelle e centrodestra i principali responsabili del ritorno alle urne. Il Pd responsabile cronico perché prova a dialogare con tutti senza però mai compattarsi al proprio interno e andare avanti con una linea ben precisa. Adesso si torna a votare e riparte ufficialmente la campagna elettorale, in realtà mai interrotta dai leader politici in questi anni caratterizzati da momenti apicali di degrado istituzionale.

Con le dimissioni ormai scontate di Draghi, la palla passerà all’inquilino del Colle che potrebbe prendersi qualche ora o giorno di riflessione e dopo aver incontrato i presidenti Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati – come prevede la Costituzione – scioglierà le Camere. Sarà il governo, poi, a decidere la data delle elezioni che dovrà tenersi tra i 60 e 70 giorni dallo scioglimento del parlamento.

Lo stesso Mattarella ha fatto il possibile per evitare la fine traumatica di questa legislatura ed anche di un governo, quello guidato da Mario Draghi, da lui voluto per guidare il Paese tra Covid e guerra e gestire il difficilissimo percorso della messa a terra del Pnrr. Da giorni – ricostruisce l’Ansa – la preoccupazione del Quirinale è quella di costruire un paracadute all’Italia. Una protezione che possa portare ordinatamente il Paese alle urne e proteggerlo dalle inevitabili ripercussioni sui mercati che la fine del governo Draghi comporterà. Questo paracadute è ancora Mario Draghi che non è stato sfiduciato e potrà, forse controvoglia, traghettare con maggior vigore un Italia che da qui alla formazione del nuovo governo, cioè almeno novembre, ha molte, molte cose da fare e compiti da eseguire.

Redazione